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"Riapriranno le scuole ma in che condizioni troveremo gli edifici?". Il domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti (28/06/20 09:35)

Dovremo prestare grande attenzione alle linee guida ministeriali sulla riapertura delle scuole (a metà Settembre) ma non prima di avere fatto i conti con le storiche lacune e criticità. Non parliamo solo delle numerose falle presenti nel sistema educativo ma anche delle infrastutture scolastiche per le quali sono arrivati, solo in tarda primavera, pochi fondi necessari con i quali riusciremo a coprire solo pochi interventi, una piccola parte rispetto alle richieste pervenute dai provveditorati. L'edilizia scolastica sconta lo smantellmento delle Province imposto dalla Legge Del Rio, le scuole sicure nella vulgata ufficiale non sono sinonimo di edifici moderni dotati di palestre e laboratori ma istituti all'ingresso dei quali siano presenti i cani antidroga. Questo modello tipicamente americano ha già fallito oltre Oceano dove gli analfabeti di ritorno sono tra i piu' numerosi del mondo dentro un sistema classista che non assicura istruzione per tutti\e. In Italia mancano non solo le aule ma anche gli insegnanti, la loro messa in ruolo è un percorso lastricato, lungo e tortuoso, le procedure selettive inadeguate. Il Ministro Conte annuncia lo stanziamento di un miliardo e promette altri soldi provenienti dai fondi europei, da quei prestiti che vogliono presentare senza condizioni quando invece deteminerano scelte ben definite in materia di contenimento del debito e priorità degli investimenti. E quando leggiamo che cercheranno spazi in musei e cinema viene il dubbio che a prevalere sia la solita logica errata quella di depotenziare alcune attività culturali per favorirne altre senza una visione di insieme che tenga unite le varie istanze culturali. Il rilancio e il potenziamento dei musei dovrebbe essere parte dell'offerta culturale con immediate ripercussioni sul turismo e quindi sulla stessa economia, intanto i musei stanno aprendo con il contagocce e molti lavoratori precari messi alla porta. Gli stessi teatri sono alle prese con problemi economici, le minori entrate per gli Enti locali potrebbero avere ripercussioni negative sulla stagione teatrale e ridurre gli investimenti in ambiti culturali magari precarizzando ulteriormente il lavoro al loro interno. La riapertura delle scuole non puo' ritenersi estranea ad una visione di insieme del sistema educativo e culturale, non puo' eludere le questioni dirimenti legate agli investimenti e all'occupazione. Il ritorno sui banchi scolastici di 8 milioni di alunni impone interventi rapidi e soprattutto chiarezza sui fondi statali e locali. Non sarà facile distanziare di un metro gli alunni quando siamo ancora alle prese con classi pollaio, istituti che cadono a pezzi, laboratori e palestre del tutto insuficienti, vengono annunciate assunzioni di personale Ata e insegnanti ma siamo ancora indietro nel reclutamento degli stessi. Come poi sarà possibile il monitoraggio dei cantieri da parte Regionale è tutto da dimostrare tra lo smart working che impegna molti dipendenti e il numero del tutto insufficiente degli organici tecnici. E altra domanda senza risposta riguarda la copertura delle spese per gli interventi necessari alla apertura scolastica tenuto conto che gli Enti locali sono ancora alle prese con il rispetto di vincoli e patti di stabilità tra entrate ed uscite a dimostrazione che le politiche di austerità sono il vero ostacolo alla ripresa. Ma la salvaguardia di quelle politiche è vincolante per ricevere i fondi europei e cosi' si materializza il ricatto della Bce e a farne le spese sono la cultura, la scuola , 8 milioni di alunni e migliaia di insegnanti e personale Ata. Di questo dovrebbero occuparsi i sindacati ma dubitiamo che vogliano entrare nel merito delle questioni unificando le istanze educative e culturali, di sicurezza e rilancio dell'occupazione, di tutela degli insegnanti e del diritto ad una istruzione adeguata per le giovani generazioni. Meglio nascondersi dietro ai microcosimi per non turbare i sonni dei dominanti? I patti di stabilità, le politiche di austerità possono quindi dormire sonni tranquilli come il sistema scolastico attuale costruito su inefficienze e differenziazioni classiste.
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