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Sanità privata, i 25 mila lavoratori del Lazio tornano ad alzare la voce (13/03/19 15:00)

I 25 mila lavoratori della sanità privata accreditata del Lazio tornano ad alzare la voce, infiammati dopo l‟ennesima presa in giro delle parti datoriali, Aris e Aiop, che hanno ancora negato la parte di risorse necessaria a un dignitoso quanto irrinunciabile rinnovo del contratto, atteso da oltre dodici anni, portando alla rottura del tavolo di trattativa nazionale". I segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Roma e Lazio, Natale di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini sottotlineano in una nota che è stato programmato un calendario di iniziative nei posti di lavoro fino al 25 marzo: volantinaggi, bandiere e striscioni che renderanno evidente a tutti le ragioni della protesta. Stamattina c'è stato un flash mob all'ospedale Fatebenefratelli nell'isola Tiberina. Inoltre ci sarà un presidio sotto le sedi Aris e Aiop, il 19 e il 22 marzo prossimi.“Le nostre azioni saranno evidenti a tutti – proseguono i dirigenti sindacali –, perché tutti i cittadini, chiunque di noi fruisce di servizi pubblici alla salute, senza distinguere se le proprietà sono pubbliche o private, devono conoscere le disparità e le condizioni di lavoro di chi a differenza dei lavoratori delle aziende pubbliche, non ha ancora ottenuto il rinnovo del contratto. È una vergogna: da sempre chiediamo che le parti datoriali facciano la loro parte, come da sempre abbiamo interessato la politica regionale a sostenere in conferenza Stato Regioni tutte le azioni necessarie per portare a termine le trattative. Non basta aver ottenuto piccoli anche se importanti progressi a livello regionale, in termini di regole sui contratti applicati e disciplina delle Rsa, se le proprietà continuano a proporre un rinnovo a zero euro”. “Dobbiamo uscire dalla logica secondo cui il pubblico debba sola,emte sostenere i costi, mentre i profitti restano in capo alle strutture private. Chi contribuisce ad erogare servizi universali - con finanziamenti pubblici -, deve riversare nella filiera, a partire dal lavoro, una parte del suo guadagno. E sostenere con responsabilità un avanzamento di tutele e riconoscimento professionale per chi lavora per loro. Spesso, ancora oggi con contratti pirata, precariato e condizioni di lavoro massacranti. Se continueranno a mancare sbocchi positivi alla vertenza, arriveremo anche a un nuovo sciopero. Questa è e deve essere una battaglia di tutti: delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche di tutti i cittadini, che ogni giorno entrano in queste strutture per tutte le prestazioni sanitarie di cui hanno bisogno”, concludono gli esponenti di Cgil, Cisl e Uil.
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