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Sanità al collasso. Grillo concede un incontro "senza portafoglio". Ironia a parte, forse il tempo è davvero finito. La denuncia di Anaao-Assomed (18/09/18 12:42)

Uno dei temi poco trattati dai mass media è quello del welfare e della sanità. Come ogni anno, nei tempi di definizione della Legge di bilancio si riaffacia sempre l'incubo dei tagli al SSN o, come è già accaduto, non adeguamento delle risorse, ferme da anni intorno ai 110 miliardi. Il ministro ha promesso un incontro alle organizzazioni sindacali. Esattamente come negli altri casi, sarà di facciata. Ma i sindacati, intanto, incassano. “Bene le parole del ministro Grillo - si legge in una nota della Cgil-. Va assolutamente sbloccato lo stallo in cui si trova la trattativa per il contratto della dirigenza medica e sanitaria ma, allo stesso tempo, attendiamo un riscontro sullarichiesta di avviare il confronto per il rinnovo del contratto del comparto della Sanità pubblica per il triennio 2019-2021 e a cui leinon si è ancora degnata di rispondere”. La sanità, aggiunge la segretaria generale della Funzione PubblicaCgil, Serena Sorrentino è fatta da operatori che hanno tutti pari dignità: dirigenti, professionisti, dipendenti, precari o operatori del sistema privato accreditato. Già il precedente ministro, tra i tanti errori, commetteva quello di non vedere quasi un milione di lavoratrici e lavoratori, pubblici e privati. Speriamo lei segua una strada diversa, altrimenti come sempre ci renderemo visibili da soli”, conclude Sorrentino.Intanto, proprio i sindacati dei medici denunciano che le condizioni di lavoro negli ospedali vanno peggiorando senza freni. Medici e dirigenti sanitari si ritrovano nella morsa della desertificazione delle dotazioni organiche e della crescita di una domanda di salute che "non ammette attese o incertezze, che non possano essere risolte da Google", si legge in un comunicato di Anaao-Assomed.Alle prese con una burocrazia asfissiante, turni massacranti che non conoscono riposo, ogni anno almeno 15 milioni di ore di lavoro eccedenti il dovuto contrattuale, tutti i week end passati a coprire reperibilità e turni di guardia, estenuanti trattative per conquistare le ferie, aggressioni verbali e fisiche, una crescita esponenziale del rischio clinico e medico-legale, a fronte di retribuzioni inchiodate al 2010 e di progressioni di carriera rarefatte ed invase dalla politica, sono protagonisti, a partire dal ricco Veneto, di un esodo di massa verso settori più remunerativi che consentono anche una migliore qualità della vita. Una fuga che amplifica gli effetti della gobba previdenziale, che collocherà in quiescenza 35.000 medici nei prossimi 5 anni, al netto degli effetti del cambio della normativa annunciato, rendendo ancora piu insopportabile il carico di lavoro di chi rimane ed incerto il futuro del SSN.
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