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Pesaro-Urbino, il Forum beni comuni contro la privatizzazione degli ospedali (04/12/17 19:20)

"Stop alla privatizzazione degli ospedali dell'Area Vasta 1. È giunta l'ora di un nuovo piano sanitario". Il forum provinciale per i Beni Comuni di Pesaro Urbino interviene sulla convenzione che l'amministrazione regionale intende stipulare col privato accreditato nell'ospedale di Cagli. Un modello gia' presente anche nella struttura di Sassocorvaro. Il timore e' che la Regione Marche apra definitivamente le porte del sistema sanitario a soggetti privati. "Chiediamo alla Regione la sospensione di qualunque processo di privatizzazione dell'assistenza ospedaliera- premettono i portavoce del Forum- in quanto ogni posto letto privato convenzionato, a causa del tetto massimo di posti letto pagati con i soldi pubblici imposto dalla legge, riduce la possibilita' di ricostruire la rete ospedaliera pubblica".Il 'mondo' dei comitati pesarese boccia la riforma sanitaria dell'amministrazione regionale. "A nostro parere 3 recentissime novita' dimostrano che la cosiddetta 'riforma' non funziona- continuano-. L'affidamento di 10/20 posti letto di lungodegenzanell'ormai ex ospedale di Cagli ad un privato convenzionato, la decisione, tanto apprezzabile quanto tardiva e insufficiente, diattribuire 80 posti letto alla rete ospedaliera provinciale, incomprensibilmente privata di 99 posti letto pubblici per acuti nel 2013 e di altri 50 posti letto pubblici di lungodegenza nel 2016 e, infine, la legge regionale 145 in fase di approvazione che prevede progetti sanitari sperimentali aperti ai privati con possibilita' di utilizzare beni mobili e immobili pubblici e che, a discrezione della giunta regionale, potrebbero essere trasformati in gestione ordinaria". Il Forum dei Beni Comuni lancia cosi' una mobilitazione provinciale con incontri e assemblee che nelle prossime settimane verranno organizzate nei territori. "Ribadiamo la nostra ferma contrarieta' alla privatizzazione dei servizi ospedalieri- concludono-. Anche perche' riteniamo che l'impennata della mobilita' passiva registrata proprio a partire dal 2013, dopo una diminuzione costante dal 2008, abbia ampiamente dimostrato che per contrastare la carenza di servizi non serve il privato ma solo una piu' equa distribuzione dei posti letto. Se la Regione ha finalmente deciso di restituire posti letto a questa provincia chiediamo che siano quelli pubblici ingiustamente tagliati e soprattutto chiediamo che tornino ai territori che li hanno perduti".
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