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Biotestamento, per la Cgil occorre vigilare per arginare l'obiezione di coscienza (15/12/17 15:11)

Dopo un dibattito parlamentare che come triste consuetudine, anche su un tema tanto delicato non ha risparmiato bassezze, approssimazioni e vere e proprie menzogne, è stato raggiunto "un risultato in sintonia con la realtà, di grande importanza sui fronti della laicità dello Stato, della dignità e libertà e dell’autodeterminazione della persona”. Questo il commento della segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori e della responsabile Ufficio Nuovi diritti della Cgil nazionale Maria Gigliola Toniollo sull’approvazione della legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento. Il biotestamento è legge. L’Aula del Senato ha infatti dato il via libera, con 180 voti favorevoli, 71 contrari e 6 astenuti, al ddl n. 2801, in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento.La Cgil esprime soddisfazione per il risultato raggiunto, ma al tempo stesso sottolinea una preoccupazione: “poiché ai medici si riconosce la possibilità di esercitare l’obiezione di coscienza, la volontà del paziente potrebbe non essere sempre e comunque rispettata e attuata”. “Si apre ora - aggiungono le dirigenti sindacali - una prospettiva umanitaria di lavoro e di impegno rispetto a grandi questioni come il dolore del paziente, tema ancora oggi troppo rimosso e ignorato, e alla necessità di organizzare soluzioni che, se la persona lo desidera, portino alla domiciliarità nel fine vita”. Inoltre, il prossimo passo sarà “pretendere risorse, umane ed economiche, da destinare alla piena attuazione della legge”. “Nel ricordare chi tanto ha sofferto e si è battuto - continua la Cgil - come Piergiorgio Welby, Luca Coscioni, Fabiano Antoniani, Dominique Velati, Beppino Englaro e tante altre vite, riteniamo che questa giornata dimostri come la volontà politica, quando sostenuta e motivata da atti responsabili e da una sincera determinazione, possa portare a preziosi risultati”, sostengono Dettori e Toniollo. “Ci auguriamo vivamente pertanto - concludono Dettori e Toniollo - che la stessa fermezza sia messa in atto fino in fondo anche per l'approvazione immediata di un'altra legge di grande valore umanitario, quella sullo Ius Soli et Culturae”.
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