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Conferenza sull'infanzia: Unicef, governo sottovaluta questione (18/11/09 14:37)

NAPOLI - Il fatto che alla Conferenza nazionale sull'infanzia non ci sia alcun ministro "non è un buon segnale. Il governo sta sottovalutando la questione sociale": lo ha detto all'ANSA il presidente di Unicef Italia, Vincenzo Spadafora, a margine dei lavori della conferenza, sulla quale ieri aveva espresso un giudizio negativo. "E' inutile, sono solo parole" aveva detto. Tuttavia, ha aggiunto il capo della sezione italiana dell'organizzazioni delle Nazioni Unite, "capisco i ministri, é un'assenza comprensibile. Qui non c'é niente da annunciare, niente da dire".  ''Le mie dichiarazioni di ieri sulla conferenza - ha aggiunto Spadafora - sono state ritenute esagerate ma l'assenza dei ministri oggi conferma la mia posizione''. Il presidente dell'Unicef Italia ha precisato che ''non c'e' polemica'' con il governo, ''non e' un fatto di rapporto tra l'Unicef e il governo. Dico pero' che il governo sta sottovalutando la questione sociale. Qui oggi si parla di infanzia, ma penso anche all'immigrazione, alla poverta'. Il governo si sta distaccando dai piu' deboli della societa' ai quali non da' risposte. Noi che lavoriamo fra la gente e siamo sul territorio vediamo tutto cio'''. ''Giusto un anno fa, in questi giorni alla Camera - ha ricordato Spadafora - l'esecutivo ci annuncio' che entro poche settimane sarebbe arrivato il Piano nazionale e il garante, sarebbero state ristabilite le risorse per la finanziaria 2009. Non e' stato fatto nulla di questo. E le voci che girano sulla prossima finanziaria ipotizzano una situazione ancora peggiore. Confermo quindi il mio giudizio negativo sulla conferenza''. Riferendosi poi alle dichiarazioni espresse dai sottosegretari Giovanardi e Roccella ieri sera secondo le quali l'Unicef non avrebbe partecipato alla conferenza, Spadafora dice: ''Mi sembra una provocazione che non accettiamo. Da Giovanardi e Roccella invece vorrei avere notizie sugli impegni presi un anno fa a Montecitorio''. Oltre 1 milione e 700 mila bambini vivono in condizioni di povertà nel nostro Paese. Lo sostiene il secondo Rapporto supplementare all'Onu sul monitoraggio della convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia, messo a punto dal Gruppo Crc, un network di 86 organizzazioni del terzo settore coordinato da Save de Children Italia. I bambini poveri sono per la precisione 1.728.000, pari al 23% della popolazione povera. Il 61,2% di questi bambini ha meno di 11 anni e il 72% risiede nel Meridione. Il Rapporto - diffuso alla Conferenza nazionale sull'infanzia che si è aperta oggi a Napoli - sostiene che nel nostro paese mancano alcune misure fondamentali dell'attuazione della convenzione, quali il piano nazionali infanzia. "Sono inoltre a rischio di discriminazioni particolari - sostiene il Rapporto - gruppi di minori, come i minori migranti e i minori residenti in regioni meno ricche. Non adeguatamente tutelato è il diritto alla partecipazione dei bambini e all'ascolto, in particolare nell'ambito dei procedimenti giudiziari, dove i minori sono spesso coinvolti sia come autori di reato sia come parte offesa o vittime di reati sessuali". Nel Rapporto si segnalano anche i gravi fenomeni di sfruttamento e abusi che coinvolgono i minori: sono stati 938 gli under 18 assistiti e protetti dal 2000 al 2007. IL PAPA: RISPETTARE I BAMBINI Un appello ad un pieno riconoscimento dei diritti dei bambini e al rispetto della loro dignità è stato fatto questa mattina da papa Benedetto XVI all'udienza generale, in vista della Giornata mondiale di preghiera e di azione per i bambini, indetta dall' Onu per dopodomani. "Il mio pensiero - ha detto il pontefice - va a tutti i bambini del mondo, specialmente a quanti vivono in condizioni difficili e soffrono a causa della violenza, degli abusi, della malattia, della guerra e della fame". Benedetto XVI ha fatto appello alla "comunità internazionale", "affinché si moltiplichino gli sforzi per offrire un'adeguata risposta ai drammatici problemi dell'infanzia. Non manchi il generoso impegno di tutti affinché siano riconosciuti i diritti dei fanciutti e rispettata sempre più la loro dignità".      
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