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Bolivia, migliaia in piazza contro il rinvio delle elezioni. Rischio caos nelle prossime settimane (30/07/20 06:29)

Migliaia di persone sono scese in piazza ieri in tutta la Bolivia dopo la decisione del Tribunale supremo elettorale (Tse) di rinviare le elezioni generali previste per il 6 settembre al 18 ottobre a causa della persistenza della pandemia da coronavirus. Promosse dalla Centrale operaia della Bolivia (Cob) le manifestazioni hanno ricevuto l'adesione di organizzazioni e movimenti vicini al Movimento al socialismo (Mas) dell'ex presidente Evo Morales e si sono svolte in molte località, fra cui La Paz, El Alto, Santa Cruz, Cochabamba e Chuquisaca. Il governo ha vivacemente criticato la scelta di protestare in un momento di picco di contagi da Covid-19, con il ministro dell'Interno, Arturo Murillo che ha minimizzato l'impatto dei cortei e dei blocchi stradali che avranno come unico effetto quello di propagare il virus. Via Twitter invece Morales ha lodato l'iniziativa, salutando "il grande sforzo della popolazione che, nonostante tutte le difficoltà, ha manifestato oggi per la vita e la democrazia. E' la grande coscienza dei boliviani - ha concluso - che sanno che i grandi problemi si risolverannocon l'unità pr la nostra dignità e sovranità". I media boliviani hanno segnalato l'esistenza di atti vandalici nella manifestazione svoltasi a El Alto. Durante un 'cabildo aperto', è stato chiesto al Tse di revocare lo spostamento ad ottobre delle elezioni presidenziali e legislative. Se questo non avverrà entro 72 ore, hanno avvertito i dirigenti della Cob, dal 3 agosto partirà uno sciopero a tempo indeterminato, con blocchi stradali in tutto il Paese.
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