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Continua lo sciopero della fame dei Mapuche. Celestino Cordova ha annunciato che presto comincerĂ  anche quello della sete: "Vogliamo indietro le nostre terre. Siamo prigionieri politici" (21/07/20 13:35)

Lo sciopero della fame di nove esponenti del movimento mapuche del Cile reclusi nelle carceri di Temuco, Angol e Lebu, ha superato oggi i 77 giorni, mentre il più conosciuto dei detenuti, Celestino Cordova, ha annunciato che a partire da domani avvierà anche uno sciopero della sete. Lo riferisce Radio BioBio di Santiago del Cile. I mapuche, che rivendicano diritti sulle terre dei loro avi e si considerano prigionieri politici, hanno cominciato il 4 maggio la protesta che assicurano voler portare avanti fino alle "estreme conseguenze". Cordova, riconosciuto leader spirituale ('machi') in prigione da circa sette anni, è stato trasferito la settimana scorsa in un ospedale. Fra le esigenze da lui avanzate, e non accolte dalle autorità, vi è stata quella di poter trascorrere il periodo di isolamento per la pandemia da coronavirus nello spazio spirituale ('rewe') della sua casa, legato alla cosmogonia mapuche. Attualmente Cordova sconta una condanna a 18 anni di carcere per la morte di una coppia nell'incendio di una casa provocato durante una protesta. Lui e gli altri detenuti hanno ripetutamente chiesto, senza successo, la possibilità di scontare le pene detentive nelle loro comunità, come previsto dalla Convenzione 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), ratificata dal Cile nel 2008.I Mapuche (termine composto dalle parole Che, “Popolo”, e Mapu, “della Terra”) sono una popolazione indigena che attualmente vive divisa fra Cile e Argentina. La loro storia è simile a quella di tante altre popolazioni native. Se ne stavano tranquilli nelle loro terre finché non arriviamo noi occidentali (nella specie, gli spagnoli) a massacrarli, a privarli delle loro terre e di recente a costruire dighe, autostrade e realizzare piantagioni invasive. Nel 1991, acquisite le terre, la famiglia Benetton ha proceduto allo sfollamento dei Mapuche, incompatibili con il progetto economico della famiglia italiana. Ed è così che oggi nelle terre di Benetton vengono allevati 260mila capi di bestiame, tra pecore e montoni, che producono circa 1 milione 300mila chili di lana all’anno i quali sono interamente esportati in Europa. Nello stesso terreno sono allevati 16mila bovini destinati al macello.
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