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Caso Botteri, la solidarietà del mondo del giornaliasmo. L'Ad Salini le telefona (03/05/20 09:56)

"Giovanna Botteri è tra le professioniste più apprezzate e stimate del mondo del giornalismo e come sempre nella sua carriera sta svolgendo un importante e qualificato lavoro per raccontare con la consueta puntualità e acutezza quanto avviene in Cina e in tutto il Sudest asiatico. La sua dedizione e la sua professionalità rappresentano al meglio le qualita' indispensabili per chi fa Servizio Pubblico. La Rai è dalla parte di Giovanna Botteri e sara' sempre dalla parte delle donne, perché il loro contributo in ogni ambito della convivenza civile costituisce un valore prezioso e irrinunciabile". Lo sottolinea l'ad Rai, Fabrizio Salini, schierandosi al fianco della giornalista, corrispondente Rai da Pechino, oggetto di derisione sui social per il suo aspetto e il suo look. Secondo quanto trapela, l'ad le ha telefonato ieri per dimostrarle la propria vicinanza. "Mi piacerebbe che l'intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l'immagine che le giornaliste , quelle televisive soprattutto, hanno o dovrebbero avere secondo non si sa bene chi - scrive Botteri in un intervento pubblicato sul sito dell'Usigrai - Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n'è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l'unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista. A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere". Cpo Fnsi, Usigrai, Cnog e Giulia Giornaliste hanno deciso di contattarla per esprimerle la solidarietà. "Lei non vuole farne un caso personale - precisano -. Invita tutte e tutti ad una sacrosanta battaglia culturale". "Sono d'accordo e raccolgo l'appello di Giovanna Botteri, purtroppo da tempo destinataria di offese e derisioni via social network per il suo aspetto: dobbiamo trasformare i casi personali di aggressione e violenza verbale come il suo in una battaglia collettiva e culturale contro hate speech e nello specifico body shaming - afferma Valeria Fedeli, senatrice e capogruppo del Pd in commissione Vigilanza Rai - In Italia si tratta di un fenomeno molto diffuso e che colpisce moltissime donne vittime di pregiudizi sessisti assolutamente anacronistici. Nel caso specifico di giornaliste come Botteri, è evidente come si punti a delegittimare il ruolo sociale, la loro professione e quindi l'autonomia. Ma questo vale anche per tutte le altre. Quindi oltre alla solidarietà, serve un investimento culturale molto forte mirato a scardinare pregiudizi e stereotipi ma anche, come previsto peraltro da un'iniziativa di legge di cui sono prima firmataria, a sanzionare chi sulla rete lede la dignità delle persone".
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