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25 aprile, tante le commemorazioni virtuali, dai balconi, e in qualche caso anche in strada. I fascisti imbrattano e danneggiano alcune lapidi (25/04/20 19:20)

Non è stato solo il 25 aprile delle commemorazioni solitarie delle istituzioni e delle canzoni partigiane cantate dai balconi: in assenza di cortei e manifestazioni, in mezza Italia c'è chi ha approfittato della notte per imbrattare i monumenti ai caduti per la libertà. E c'è poi chi ha scelto di scendere in strada nonostante il lockdown, come a Milano, dove alcuni compagni sono stati bloccati in modo deciso dalla polizia. E' successo poco prima di mezzogiorno, nei dintorni di via Padova, dove un gruppo di antagonisti - tra cui alcuni militanti del Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (Carc) - è stato fermato durante una 'staffetta partigiana'. Dai video ripresi dai balconi immagini di agenti che bloccano i manifestanti, tra cui ragazze e anziani. Uno di questi, in sella a una bici, è stato atterrato sull'asfalto. Un ragazzo di 26 anni è stato poi denunciato per resistenza per aver colpito con un pugno un poliziotto. In una delle vie limitrofe, altri 4 militanti dei Carc sono stati denunciati per violazione delle norme antiCovid. Sempre a Milano, una ventina di antagonisti sono stati fermati mentre tentavano di raggiungere piazza XXIV Maggio per una "passeggiata partigiana". A Torino alcuni militanti del centro sociale Gabrio hanno sfilato nelle vie deserte del quartiere San Paolo per portare dei fiori sulla lapide del partigiano Dante Di Nanni: "abbiamo deciso - hanno spiegato - di portare comunque il nostro saluto al compagno partigiano Dante di Nanni perché per noi questo giorno non è una semplice ricorrenza e lo stare insieme è importante per riconoscerci nel solco di quelle lotte". Manifestazione anche a Napoli, dove centri sociali ed aderenti al gruppo di disoccupati '7 novembre' in piazza Municipio hanno esposto uno striscione con la scritta 'Salario, reddito e tamponi per tutti. Stop ad affitti e bollette', lasciando a terra buste con la spesa. Non ci ha messo la faccia, invece, chi nel genovese ha imbrattato con svastiche le lapidi dedicate ai Martiri del Turchino, a Mele, e quella dedicata ai Combattenti partigiani di Ceranesi. I segni sono stati subito rimossi dalle amministrazioni comunali. Scritte e simboli inneggianti al fascismo sono stati tracciati, sempre nella notte, anche sul Monumento ai Caduti situato nel parco della Resistenza e su alcuni edifici comunali a Ozzano dell'Emilia, (Bologna). "Polizia locale e Carabinieri - spiega il sindaco Luca Lelli - hanno avviato le indagini per cercare i colpevoli di questi sfregi. E' stato un atto meschino e vigliacco". Ad Acilia, in periferia di Roma, è stata vandalizzata la targa in memoria di Lido Duranti, partigiano comunista arrestato dalle SS e trucidato alle Fosse Ardeatine. A Verona, Digos e Polizia hanno rimosso una bandiera tricolore con l'aquila fascista, che nella notte era stata issata su un pennone accanto allo stadio Bentegodi. Provocazioni anche in Sicilia: a Marsala è stata imbrattata la targa in ricordo delle partigiane Francesca Alongi, Bice Cerè e Grazia Meningi, due delle quali rimaste uccise durante la Resistenza. La Digos di Macerata indaga invece su un volantino raffigurante la sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini, di centrodestra, con la fascia tricolore a testa in giù, con la scritta "Credere obbedire penzolare". II volantino si innesca sulle polemiche di questi giorni dopo il manifesto per il 25 aprile nel quale l'amministrazione ricordava tutti i morti della Seconda Guerra Mondiale, accomunandoli alle vittime del Covid19.
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