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Svizzera, non passa di misura il no al liberismo senza regole e alla guerra. Il verdetto dal referendum (30/11/20 06:41)

Doppio "no" dai seggi oggi in Svizzera, dove sono stati bocciati il referendum 'Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente' e quello 'Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico'. Ma l'onore dei promotori della prima iniziativa popolare è salvo. Il referendum che chiedeva alle aziende svizzere di rispettare i diritti umani e gli standard ambientali internazionali anche all'estero ha infatti ottenuto una vittoria morale conquistando una maggioranza del 50,7 % dei consensi nel voto popolare. Tuttavia, trattandosi di una modifica costituzionale, per superare lo scoglio delle urne il testo avrebbe dovuto ottenere la doppia maggioranza del popolo e dei cantoni, mentre solo nove dei 26 cantoni e semi-cantoni della Confederazione hanno votato a favore. Un controprogetto meno esigente elaborato dal Parlamento entrerà automaticamente in vigore, sempre che anche questo non venga contestato attraverso il referendum. La proposta 'Per imprese responsabili' era stata promossa da una vasta coalizione di organizzazioni non governative e associazioni e chiedeva alle aziende, con sede in Svizzera, di garantire il rispetto dei diritti umani e degli standard ambientali riconosciuti a livello internazionale. Queste aziende avrebbero dovuto effettuare controlli per le loro attività in Svizzera, anche da parte delle loro filiali all'estero. Se veniva appurato dalle organizzazioni che la filiale di un'azienda svizzera aveva causato un danno nel loro Paese, le stesse potevano intentare una causa per danni in Svizzera, sede centrale della società. Il controprogetto del Parlamento non va così lontano e si limita a chiedere alle società interessate di presentare una relazione annuale su diritti umani e sull'ambiente. Dovranno inoltre dimostrare la dovuta diligenza e in caso di violazione è prevista una multa fino a 100.000 franchi. Per chi sosteneva il referendum si tratta comunque di un risultato amaro. "Ora prenderemo in parola le società che durante la campagna hanno fatto promesse", ha affermato l'ex senatore e già procuratore ticinese Dick Marty, co-presidente del comitato dell'iniziativa. Marty che aveva acquisito notorietà internazionale per le sue indagini sulle prigioni segrete della CIA, si era impegnato in prima linea nella campagna che puntava i riflettori sul comportamento di multinazionali con sede in Svizzera quali Glencore e Syngenta. E' invece con profondo sollievo che Economiesuisse, che riunisce numerose imprese svizzere, ha accolto il verdetto dei seggi. Per l'organizzazione il testo era fonte di grande incertezze per le imprese. Il progetto era inoltre osteggiato dal governo, dalla maggioranza del parlamento e dei partiti di destra. Il percorso proposto dal referendum è stato respinto, ma non l'obiettivo a cui mirava, ha affermato la ministra della Giustizia Karin Keller Sutter, commentando il risultato del voto. Anche parlamento e governo sono favorevoli a imprese che rispettano gli standard ambientali e dei diritti umani all'estero, ha aggiunto. L'altro referendum, 'Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico', è stato pure respinto dalla maggioranza dei votanti (57,45%) e dei Cantoni. La modifica costituzionale promossa dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) è stata infatti accolta solo dai Cantoni di Giura, Ginevra, Neuchâtel e Basilea-Città. "Il risultato non è così male", ha sottolineato Thomas Bruchez, segretario del GSsE. Una parte della popolazione ci ha ascoltati". (ANSA).
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