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Il Coordinamento per la democrazia costituzionale appoggia in pieno i sindaci ribelli: "La Corte costituzionale si esprima al piĆ¹ presto" (16/01/19 20:46)

Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale esprime pieno appoggio ai sindaci che in questi giorni si sono schierati contro il decreto Salvini. In una nota a firma Massimo Villone, Silvia Manderino e Alfiero Grandi, il Cdc (ex Comitato per il No nel referendum costituzionale del dicembre 2016) ricorda di aver già «denunciato gli aspetti di incostituzionalità che rendono inaccettabile il c.d. “decreto sicurezza” (ora L.132/2018), che tenta di forzare la Costituzione contro i diritti fondamentali delle persone, per di più rendendo più difficile la convivenza fra i cittadini italiani ed una popolazione di stranieri privi di ogni mezzo di sostentamento, che resteranno in Italia e verranno spinti in un’illegalità forzata».Per questo, «il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale condivide e appoggia pienamente la resistenza dei sindaci volta a respingere gli effetti perversi della normativa “sicurezza” sui diritti delle persone in nome dei valori della Costituzione». E ritiene «indispensabile che prima possibile la Corte Costituzionale sia messa nelle condizioni di giudicare la legittimità costituzionale della legge 132/2018».Secondo il Cdc «questa revisione legislativa si accompagna contestualmente ad atti del Governo che contrastano e violano apertamente gli obblighi nascenti dal diritto internazionale del mare, vietando l'approdo alle navi che salvano i naufraghi nel Mediterraneo centrale e il loro soccorso, con la conseguenza che nel corso del 2018 si è avuto un drastico incremento del tasso dei morti in mare (oltre 2.000 vittime)».«E’ di eccezionale gravità - aggiungono Villone, Manderino e Grandi - che 50 migranti siano costretti a vagare nel Mediterraneo da 14 giorni senza la possibilità di essere soccorsi e di ottenere un approdo sicuro».Le decisioni del governo e in particolare parti significative della normativa “sicurezza”, ribadisce il Cdc, «contrastano con i valori che la Costituzione ha inscindibilmente inserito nell’ordinamento giuridico».«E’ importante ribadire - conclude la nota - che nella legalità costituzionale non c’è posto per norme “disumane e criminogene” che ricordano le leggi razziali; i responsabili della programmata omissione di soccorso nel Mediterraneo centrale dovranno rispondere delle loro condotte».
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