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Sanità, per i medici non serve aumentare l'accesso alle facoltà se poi permane il collo di bottiglia delle specializzazioni (07/09/18 13:04)

La proposta del Presidente della Conferenza dei Rettori di aumentare del 50% il numero degli accessi alle Facoltà di Medicina, accompagnata ovviamente da una quantificazione degli introiti delle tasse per le Università, è francamente inaccettabile, soprattutto a fronte del collo di bottiglia che chiude l'accesso dei laureati alla specializzazione, commenta il Segretario Nazionale dell’Anaao Assomed, Carlo Palermo. Per l'Anaao-Assomed, in Italia a mancare sono i medici, in quanto laureati in Medicina e Chirurgia, ma i medici specialisti, cioè forniti del titolo necessario per l'accesso al mondo del lavoro. Tanto è vero che nell'imbuto formativo sono rimasti intrappolati quest'anno 9.000 medici, laureati e abilitati, ma impossibilitati a lavorare nel Servizio Sanitario Nazionale ed anche nel settore privato. In bilico tra sottooccupazione ed emigrazione. Novemila giovani medici destinati a raddoppiare nei prossimi 5 anni, visto l'accesso alla laurea di altri 10.000 medici, vincitori non di un concorso, ma di un ricorso al TAR tra il 2013 e 2015. “Occorre immaginare – propone Palermo - soluzioni eccezionali per l’attuale carenza di specialisti, quali l’ammissione, opportunamente incentivata, alle selezioni concorsuali degli specializzandi dell'ultimo anno.Ma soprattutto serve, per rispondere ad una emergenza nazionale, un cambiamento radicale del sistema formativo, che preveda un percorso lineare dalla immatricolazione alla specializzazione ed al lavoro, sul modello europeo.Ed un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro, compresi i livelli retributivi e quelli di sicurezza, per evitare la fuga dagli ospedali di medici già occupati. Insomma, se un numero chiuso deve saltare è quello dell'accesso alla formazione specialistica”.  
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