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"Legge di bilancio, i provvedimenti annunciati sono profondamente ingiusti". Susanna Camusso si prepara al confronto autunnale (17/09/18 12:25)

Sulla legge di bilancio, ha detto Camusso (parlando a Lecce nel corso dell'iniziativa "Democrazia è"), “da qualche mese c'è una discussione tutta improvvisata, fatta di slogan da campagna elettorale, annunci che si susseguono e contraddicono. Il progetto per il Paese non compare in alcun modo nella discussione. Il secondo timore è legato all'Europa: la Cgil è profondamente europeista e proprio per questo non si accontenta dell'Europa che c'è. Il governo invece un giorno rassicura la Ue e i mercati, il giorno dopo parla come se l'Europa non esistesse. Questo ci preoccupa molto”. I provvedimenti annunciati “sono profondamente ingiusti: prendiamo la misura chiamata 'pace fiscale', è un gigantesco condono di massa che porterà ad abbonare un milione di euro. Si comincia malissimo: chi è ricco può fare quello che vuole, a tirare la cinghia saranno sempre i deboli come lavoratori e pensionati”. Poi la flat tax: “Si prosegue con l'idea di abbassare le tasse a chi ha di più, raccontando una grande bugia, non ci sarà alcun contributo all'economia generale ma la maggioranza della popolazione resterà debole e povera. Che idea di Paese hanno?”. Quindi c'è il nodo del reddito di cittadinanza. “Ci hanno detto che è una misura contro la povertà, che assorbe gli ammortizzatori sociali e favorisce l'accesso al lavoro. Ci piacerebbe sapere di preciso che cos'è: la verità è che ai ricchi costerà sempre vivere in Italia, e si darà vita a un assistenzialismo di massa. C'è un problema di democrazia e condizione delle persone. Noi abbiamo un'idea diversa di come dovremmo essere”. Attualmente l'Italia “non sta bene”, ha aggiunto Camusso. “Ci hanno raccontato che era finita la crisi, ma non si torna ai livelli precrisi, le retribuzioni dei lavoratori sono stagnanti, aumenta la povertà e cresce il rancore. Davanti a un problema si fa la caccia alcolpevole. Allora, nel nostro ruolo di sindacato, come Cgil ci siamo chiesti perché le persone soffrono e si sentono insicure. Il nostronon è un Paese per giovani: i ragazzi vivono una condizione di precarietà a lungo termine. Poi anche un lavoratore stabile non sisente tranquillo, perché sa che quella non sarà la condizione dei suoi figli. Il primo elemento di insicurezza è la precarietà della vita: lepersone pensano di non arrivare al prossimo futuro. Bisogna costruire continuità e certezza per il domani. Oggi un precario non accede agli ammortizzatori sociali, e invece deve sentirsi in sicurezza. Questo non significa distribuire risorse a pioggia, in tal senso il redditodi garanzia e continuità può essere la misura giusta. C'è il problema della continuità lavorativa per i giovani, e allo stesso tempo allefasce povere va data la garanzia di essere assistite, per poi tornare attivamente a far parte della cittadinanza”.
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