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Svezia, ottima affermazione della sinistra antiliberista. La socialdemocrazia guarda al centro per rimettere insieme i pezzi ma la maggioranza รจ un rebus (10/09/18 14:10)

Lo sfondamento della destra in Svezia non c’è stato e regge – pur perdendo il 3% – il Socialdemokraterna: i socialdemocratici si confermano primo partito svedese con il 28,4% e hanno fatto da argine all’avanzata bruna insieme al Miljöpartiet de gröna (Partito dell’ambiente i verdi), loro alleati nel governo di minoranza (che con il 4,3% hanno superato la soglia del 4% per entrare e in Parlamento) che hanno governato per 4 anni la Svezia con il sostegno esterno del Vänstenparteit (Partito della Sinistra) che mette insieme ex comunisti e sinistra radicale e ambientalista. La perdita di voti dei socialdemocratici va quasi tutta al Vänstenparteit che passa dal 5,7% al 7,9% grazie a una campagna elettorale forte, internazionalista, ambientalista e contro questa unione europea liberista.I Partiti borghesi, che speravano di scavalcare la coalizione di governo (che è prima in tutte le contee svedesi meno che a Stoccolma) si fermano tutti insieme al 40,3% e anche qui c’è un travaso di voti tra la formazione più grossa, il Moderaterna (Partito moderato), che perde il 3,5%, fermandosi al 19,8% e non riuscendo a diventare il primo partito svedese. I voti persi vanno in parte ai Democratici Svedesi ma soprattutto ai partner minori della coalizione di centrodestra: il Centerparteit (8,6%), il Kristdemocraterna (6,4%) e il Liberalema (5,5%) .Anche se Åkesson si è subito affrettato a proclamare: «Noi siamo i grandi vincitori di queste elezioni (…). Eserciteremo una vera influenza sulla politica svedese», il risultato non è certo il successo travolgente che speravano tutta la neo-destra e l’estrema destra nazi-fascista europea: con questi numeri gli Sverigedemokraterna non potranno rovesciare il tavolo come avevano proclamato. Ma il responso delle urne prospetta anche uno stallo: le due storiche coalizioni di centro-destra e di centro sinistra hanno infatti più o meno gli stessi voti e parlamentari, attestandosi entrambe più o meno al 40% (la coalizione rosso-verde è al 40,6%) e separate da 3 decimali e Åkesson cerca di trovare nella destra liberale svedese il corrispettivo del Movimento 5 Stelle in Italia per la Lega: «Sono pronto a parlare, a cooperare, a negoziare con tutti i partiti ma voglio soprattutto invitare a negoziare Ulf Kristersson», il leader sconfitto dei Moderaterna.Ma anche se qualcuno nella destra liberista sembra disponibile, sarà difficile per il Moderaterna e i suoi alleati europeisti, centristi, liberali e cristiano-sociali accettare di farsi condizionare – anche con un appoggio esterno – da un Partito xenofobo ed anti-europeista che ha tolto loro voti demolendo nelle piazze la concezione liberale della democrazia e del welfare universale che sono il terreno comune tra centro-destra e socialdemocratici, pilastri mai messi in dubbio nemmeno quando la destra liberista ha governato la Svezia.E forse, in assenza di una chiara legittimità a governare uscita dalle urne, la soluzione potrebbe essere quella avanzata dall’attuale capogruppo socialdemocratico in Parlamento Anders Ygeman: «Siamo pronti a collaborare al di là dei blocchi».Il primo ministro svedese Stefan Lofven ha detto che intende 'restare al lavoro', dopo le elezioni che hanno segnato la peggiore performance del partito socialdemocratico, e invita al dialogo il centrodestra per formare un "governo forte" in grado di arginare gli estremismi. "Il risultato non è ancora chiaro", ha detto riferendosi alla necessità di cucire alleanze per formare una maggioranza. "Sta ora ai partiti politici cooperare responsabilmente e creare un governo forte". "Un partito con radici naziste non potrà mai offrire nulla di responsabile", ha aggiunto. 
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