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Viadotto Morandi, ecco perché dobbiamo parlare di Strage di Stato. Benetton è andato ben oltre il concetto di privatizzazione. Ma nessuno ha mai detto niente (17/08/18 17:25)

Qualcuno l'ha chiamata "Strage di Stato". Il crollo del viadotto Morandi credo sia qualcosa di più rispetto a quanto viene indicato con questo appellativo coniato negli anni settanta per individuare le collusioni tra settori deviati dello Stato e organizzazioni neofasciste. E' qualcosa di più perché pur mancando la "mano criminale" e il "disegno politico" da parte di chi doveva in qualche modo proteggere la comunità, è fin troppo manifesto come la totale sottrazione del bene pubblico in tutte le sue sfaccettature, fino alla quotidiana convinvenza, a Genova sia stata non solo "normalizzata" dalla distrazione e dalla mancanza di cura e perizia ma,  se possibile, "santificata" dal processo di privatizzazione. Privatizzazione che sembra andare ben oltre il suo mandato istituzionale.  Privatizzazione del diritto alla mobilità vuol dire semplicemente, in questo caso, che posso darti un servzio di merda ad un prezzo altissimo. E tu non solo non puoi e non devi protestare ma se accade qualcosa di "spiacevole" puoi consolarti con la fatalità. La fatalità non c'entra niente. E il signor Benetton si è addirittura dispiaciuto che il suo titolo avesse risentito delle affermazioni di Di Maio su una (im) probabile revoca. Tutti sapevano di questi "buchi" nella manutenzione. Perchè la revoca non poteva essere attivata prima?Sta venendo fuori che siamo ben oltre la privatizzazione di un servizio, di un'opera pubblica. La reazione di Autostrade, infatti, si tiene ben lontana dall'ammettere che quel bene non era semplicemente privatizzato ma era ormai "di proprietà". E quindi poteva farne ciò che voleva. Se un intervento di manutenzione, di cui tutti si badi bene riconoscevano l'importanza e l'urgenza, poteva essere assolto con dei palliativi e, addirittura come risulta dalle prime carte, con la metà delle risorse necessarie, allora vuol dire che  Autostrade considerava il viadotto Marconi come una sua creatura. E la vita delle persone che vi circolavano di giorno e di notte come un effetto secondario del profitto derivante da quell'impresa. Per carità, va bene tutto. Ormai non ci si stupisce più di niente. Bastava avvertire. Bastava mettere un bel cartello all'entrata del viadotto. "Lasciate ogni speranza o voi che entrate, qui si fanno profitti mica chiacchiere".Si è vero, non è il momento dell'ironia. Ma questa non è ironia. Purtroppo è la realtà, vista da un'altra angolazione. Quel ponte è stato costruito con i soldi delle nostre tasse. E con i soldi delle nostre tasse è stato via via adeguato alle necessità nel corso degli anni fino alla privatizzazione. Quel ponte non è di Autostrade. C'è all'origine, piuttosto, un patto scellerato, tra Stato e privato: sgravio di una voce di bilancio tralasciando del tutto il concetto di investimento, in cambio dell'appropriazione totale di un bene pubblico. Questa è stato il processo di privatizzazione in Italia. E' davvero terribile, sorpredente, disperante la tracotanza di questi signori, anche colleghi giornalisti, per carità, sempre in prima fila per fare quelli più bravi del loro stesso padrone, che affrontano il tema con un frasario "tecnicista" cercando di mettersi "politicamente" al riparo dalle critiche e prescidendo dal fatto che forse ci sarebbe da ristabilire qualche concetto fondamentale. E, tra questi, quello di "bene pubblico". Anzi, i beni pubblici sono due. Il manufatto in se, e il diritto alla mobilità. La mobilità è un diritto pubblico solo quando dovete rimuovere i blocchi stradali oppure vale sempre? E' un bene pubblico solo quando dovete colpire gli scioperi degli autitsi? Autostrade ha firmato un contratto in cui era previsto l"off limits"? Da questo punto in poi si può morire. Questo doveva essere scritto all'entrata del viadotto Morandi. Guardate non è una fantasia da parolaio. E' quello che accade ordinariamente quando c'è il pericolo che cada un albero, che crolli una grata di un lucernaio, che una buca su un marciapiede possa arrecare danno a un passante. Di solito l'amministrazione inadempiente mette un bell'avviso e così siamo tutti contenti. Se decido di passare per quella zona lo faccio a mio rischio e pericolo.Per il viadotto Morandi non poteva essere scritto perché il profitto è molto più importante. Un'ultima cosa. A Genova sono morti tanti giovani. Uno spettacolo orrendo. Quei bamboccioni che non sono mai appriopriatamente flessibili secondo il dettato di lor signori. Quei ragazzi e ragazze che si sbattono da un punto all'altro del Bel Paese e oltre pur di rimediare il ncessario pe rvivere. Beh, stavolta sono stati loro a pagare duramente. Ce ne era qualcuno che non stava usufruendo del "diritto alla mobilità", ma stava semplicemente in uno di quegli orrendi capannoni che di solito si trovano sotto i cavalcavia. 
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