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"Pensioni, dove finiranno i risparmi prodotti dalla legge Fornero? Scommettiamo che andranno alle imprese?". Il domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti (11/03/18 10:00)

La Commissione europea interviene formalmente sulla spesa pensionistica italiana, e ribadisce che la ricchezza prodotta va indirizzata essenzialmente ad abbattere il debito (privato trasformato in pubblico) e alla riforma (pardon stravolgimento) del welfare.La periodica pubblicazione di documenti redatti dalla Troika europea rappresenta da anni un vincolo insormontabile peri governi nazionali ormai senza sovranità effettiva sulle materie dimenti. Il nodo costituito dal welfare e dalle pensioni sarà dirimente per il prossimo Governo e puntualmente arrivano i dettami dell'Ue. per contenere la spesa previdenziale evitando che il prossimo esecutivo riveda la Riforma Fornero abbassando, anche di pochi mesi, l'asticella dell'età pensionabile. I soldi ci sono ma vanno spesi non per ridurre l'orario di lavoro (a parità di salario) o per anticipare l'età pensiobile. I conti fatti dall'Europa e dalla Ragioneria dello Stato per altro coincidono , da qui nascono gli inviti al futuro Governo per "una politica responsabile" . Sarebbe opportuno leggere con attenzione i dati Inps, ebbene su 48.331 domande pervenute per l’Ape sociale ben il 55% sono state respinte per non parlare poi degli esigui numeri relativi all'Ape sociale. Il presidente dell'Inps gioca quindi un ruolo determinante, è proprio lui il punto di riferimento per scongiurare la revisione della Riforma Fornero tanto è vero che da lui arrivano i dati sulla insostenibilità di un eventuale passo indietro rispetto all'aumento dell'età pensiobabile. Fatti due conti parlano di 85 miliardi di spesa in piu' solo anticipando a 40 anni di contributi il requisito per la pensione. Sulle pagine de Il Sole 24 Ore, Boeri parla di un "debito implicito che salirebbe a 105 miliardi, oltre sei punti di Pil, con una maggiore spesa aggiuntiva al netto dei contributi fino a 20 miliardi l’anno" e rilancia cosi' la formula della flessibilità sostenibile ossia la salvaguardia della Pensione e la possibilità di uscire dal lavoro prima con decurtazioni sul futuro assegno previdenziale. Niente di nuovo insomma all'orizzonte, chiunque voglia ridurre orario di lavoro ed età pensionabile, sappia fin da ora che dovrà scontrarsi con l'Ue, la Bce e la Troika. Nel frattempo, ma lo avevamo già scritto a pochi giorni dalle elezioni leggendo le dichiarazioni di Salvini e Di Maio rilasciate al giornale dei padroni, le posizioni antieuro sono già state ampiamente riviste, del resto nel salotto di Vespa (pagato dai contribuenti a caro prezzo) il leader del 5 Stelle ha dichiarato che non " è piu' il momento di uscire dall'Euro" mentre Salvini parla di generica revisione dei trattati europei ponendosi su posizioni di moderata critica alla moneta unica scegliendo la via del compromesso che stride fortemente con le dichiarazioni ad efffetto in campagna elettorale .Dubitiamo fortemente che Lega e 5 Stelle vogliano arrivare allo scontro con i poteri forti dell'Europa, sarebbe utile fin da ora domandarsi dove finiranno i 330 miliardi di euro risparmiati , da qui a 25 anni, con la Fornero. La risposta non occorre cercarla, questi soldi saranno tramutati in finanziamenti a fondo perduto alle imprese e nel pagamento del debito privato, per questo un programma minimo di classe dovrebbe mettere la questione del lavoro, del welfare, dell'età pensionabile e dell'orario di lavoro al centro del suo operato. Sarebbe un segnale di rottura rispetto alle perdenti battaglie difensive ed identitarie intraprese negli anni che hanno portato solo a sconfitte cocenti
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