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Sud Sudan, tra guerre, malattie, povertà. L'allarme dell'Unicef (21/01/18 11:43)

"Ho appena trascorso due giorni in Sud Sudan, dove ho visto in prima persona come quattro anni di conflitto abbiano lasciato i bambini malati, affamati e in punto di morte. L'impatto delle continue violenze e' stato devastante.Ho incontrato una madre che ha dovuto camminare per giorni per ricevere delle cure per la sua bambina malnutrita. Ho parlato conun ragazzo giovane che e' stato costretto a unirsi a un gruppo armato a 10 anni. Ho anche incontrato due fratelli separati daigenitori quando il conflitto e' scoppiato nella loro citta', Bentiu, nel 2014. L'Unicef e altre agenzie umanitarie stanno lavorando sul campo in condizioni estremamente pericolose perrispondere ai bisogni di base dei bambini e dei giovani. E questo non e' poco. Il Sud Sudan e' il posto piu' pericoloso al mondo per gli operatori umanitari- soltanto nell'anno passato, sono stati uccisi 28 operatori umanitari- ma, nonostante cio', continuiamo ad aiutare milioni di bambini che hanno bisogno".Cosi' il Direttore Generale dell'Unicef, Henrietta H. Fore, in seguito a una missione di due giorni nel Sud Sudan, devastato dalconflitto.  "L'anno passato, lavorando con i genitori, abbiamo vaccinato circa 1,8 milioni di bambini contro il morbillo, curato oltre 180.000 bambini contro la malnutrizione acuta grave, e aiutato 300.000 bambini ad avere accesso all'istruzione. Ma tutto cio' non e' abbastanza. I combattimenti non sembrano diminuire e i bisogni umanitari sono enormi: 2,4 milioni di bambini sono stati costretti a fuggire dalle loro case. Oltre 250.000 bambini sono colpiti da malnutrizione grave e a imminente rischio di morte. Oltre 19.000 bambini sono stati reclutati nel conflitto. Almeno 1 scuola su 3 e' stata  danneggiata, distrutta, occupata o chiusa. E abbiamo documentato oltre 1.200 casi di violenza sessuale contro i bambini. I numeri continuano ad aumentare. Insieme formano un'intera generazione di giovani a cui viene negata l'opportunita' di cui hanno cosi' disperatamente bisogno per contribuire a costruire la loro societa'. Con l'arrivo della stagione arida, i bisogni- e leminacce- cresceranno soltanto. Stiamo gia' assistendo a un incremento del numero di bambini e famiglie che cercano aiuto incampi per sfollati e temiamo che i nostri fondi non siano sufficienti. Solo la fine delle ostilita' potra' riportare speranza e salvezza ai bambini e ai giovani del Sud Sudan. Fino ad allora, abbiamo bisogno di accesso senza condizioni, sostenibile, dalle parti in conflitto e maggiori risorse dai donatori. Senza questo, le vite e il futuro di milioni di bambini in Sud Sudan continuera' ad essere in bilico", conclude Henrietta H. Fore.
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