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Legge elettorale, domani in Cassazione il testo della proposta di iniziativa popolare per modificare quella attuale (18/01/18 17:36)

Una delegazione del Coordinamento per la democrazia costituzionale (ex Comitato per il No nel referendum del 4 dicembre 2016) sarà domattina in Cassazione a Roma per depositare il titolo della proposta di iniziativa popolare per modificare l'attuale legge elettorale, quella con la quale gli italiani andranno a votare il prossimo 4 marzo. Della delegazione faranno parte tra gli altri: Alfiero Grandi, Massimo Villone, Antonio Pileggi, Giovanni Russo Spena, Mauro Beschi, Vincenzo Palumbo, Franco Argada, Cesare Antetomaso, Felice Besostri, Franco Russo. Il titolo della pdl recita: “Modifiche alla legge elettorale (165/2017) per consentire agli elettori di scegliere direttamente i deputati e i senatori da eleggere in proporzione ai voti ottenuti; previsione del voto disgiunto nel rispetto della differenza di genere; garanzie di correttezza, trasparenza, democraticità nella selezione delle candidature in attuazione dell'art 49 della Costituzione”. Il titolo è l'unica parte della proposta di legge di iniziativa popolare che va depositata in Cassazione, mentre l'articolato della proposta deve essere pronto in tempo utile per predisporre il pdf per la raccolta delle firme. Ne occorrono 50mila affinché la pdl possa essere presentata in Senato, dove il regolamento approvato prima dello scioglimento delle Camere prevede che entro tre mesi le leggi di iniziativa popolare vengano esaminate e discusse. La proposta fa parte del pacchetto di tre iniziative di legge di iniziativa popolare che il Coordinamento sosterrà pienamente: 1) modifica dell'articolo 81 della Costituzione per eliminare la modifica che ne è stata fatta nel 2012; questa proposta di eliminazione è parte della richiesta di rimettere in discussione il Fiscal compact. 2) modifica radicale della legge definita propagandisticamente buona scuola. 3) modifica della legge elettorale vigente nella direzione rappresentata dalla parola d'ordine: lasciateci scegliere i nostri parlamentari. «Non eravamo d'accordo con il voto di fiducia, ripetuto ben 8 volte, e con il merito della legge elettorale che porterà ad un'altra legislatura di parlamentari nominati dall'alto, anziché essere scelti dalle elettrici e dagli elettori - dichiarano Massimo Villone e Alfiero Grandi, presidente e vicepresidente del Coordinamento - Avevamo anche consegnato al Presidente del Senato 230.000 firme per chiedere che i cittadini tornassero in possesso della facoltà di scegliere i loro rappresentanti». «Il Governo, invece, ha imposto questa legge elettorale con i voti di fiducia e purtroppo un parlamento fin troppo succube l'ha approvata. E' un colpo di mano al quale non ci rassegniamo. Non solo continueremo le azioni presso i tribunali per ottenere che la Corte costituzionale si pronunci su diversi aspetti che riteniamo non costituzionali - prosegue la nota - ma a questo punto intendiamo porre apertamente, proprio ora che parte la campagna elettorale, l'esigenza di cambiare questa legge sulla base di due posizioni di fondo: rappresentanza proporzionale e diritto degli elettori di scegliere tutti i loro rappresentanti». «Siamo infatti coinvinti - aggiungono Villone e Grandi - che il problema di fondo della crisi della democrazia in Italia sia la frattura sempre più ampia tra cittadini e loro rappresentanti e la legge elettorale ne è la dimostrazione». «Questa iniziativa - conclude la nota - si collega idealmente con la vittoria del No contro la deformazione della Costituzione voluta dal governo Renzi. Se la legge elettorale non cambierà e il parlamento resterà composto da parlamentari in sostanza nominati dai capi dei partiti i pericoli di nuovi attacchi alla Costituzione sono destinati a tornare e noi questo non lo vogliamo e faremo di tutto per evitarlo».
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