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Antifascismo, il 24 assemblea alla Sala Chiamata. Cgil: "Non è più tempo di mediazioni" (15/01/18 22:34)

La violenta aggressione subita da alcune persone che stavano attaccando manifesti venerdì sera a Genova da parte di un gruppo di neofascisti, è soltanto l'ultimo fatto, in ordine temporale, che segna l'escalation di questi gruppi criminali. Il 24 gennaio nel pomeriggio la Cgil ha indetto una assemblea nella Sala Chiamata al porto. Sono troppi ormai i casi che si stanno verificando in città e non possono più essere catalogati come "episodi" isolati.  "Non abbiamo volutamente fatto loro pubblicità quando le nostre sedi son state oggetto di scritte e volantinaggi oltraggiosi - si legge in una nota della segreteria della Camera del Lavoro Metropolitana di Genova. Ma ora si sta superando ogni limite. Come era prevedibile si sta cercando il salto di qualità criminale: cos'altro sono le coltellate, di cui è stato vittima un ragazzo venerdì sera, se non un tentativo di omicidio?" "La sottovalutazione dei fatti precedenti non può più essere tollerata! Non lo sarà da noi - continua la Cgil - che abbiamo l'antifascismo nel nostro dna e che ricordiamo benissimo le parole che il 30 giugno 1960 pronunciò a Genova Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica". "Non può più esserlo dalle forze dell'ordine e dalla magistratura - si legge ancora -: siamo ancora di fronte a "quattro cretini" o ci si vuol rendere conto che esiste un disegno illegale e violento? Non servono nuove leggi per intervenire, basta applicare quelle che ci sono e che definiscono il fascismo un reato. Non può esserlo dalle Istituzioni locali, democraticamente elette. Il Consiglio Comunale si appresta a discutere (e probabilmente a votare a maggioranza) un ordine del giorno pilatesco che non prende una posizione precisa". Per la Cgil "non è più il tempo di mediazioni". "Non si può continuare a mettere sullo stesso piano, anche dal punto di vista storico e quindi commemorativo - aggiunge - chi diede la vita per la libertà e chi fu la mano armata dei nazisti e dei loro servi fascisti. Così si legittimano e si proteggono i fatti di questi mesi. Il Sindaco è anche presidente del Comitato provinciale Antifascista: prenda una netta posizione di condanna e dimostri di meritare questa carica".
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