m.ControLaCrisi.org - (visualizza versione completa)

Migranti, l'orrore della Libia denunciato da Medici senza frontiere, e confermato anche dall'Onu. L'unica a non voler vedere รจ l'Europa. (07/09/17 14:10)

"La riduzione delle partenze dalle coste libiche e' stata celebrata come un successo nel prevenire le morti in mare e combattere le reti di trafficanti, ma sappiamo bene quello che succede in Libia. Ecco perche' questa celebrazione e' nella migliore delle ipotesi pura ipocrisia o, nella peggiore, cinica complicita' con il business criminale". Cosi', in una lettera aperta indirizzata oggi agli stati membri e alle istituzioni dell'Unione Europea, il presidente internazionale dell'ong Medici Senza Frontiere (Msf) Joanne Liu. Nei centri di detenzione di Tripoli, scrive Liu nella versione in italiano del testo inviata al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e firmata anche dal presidente di Msf Italia, Loris De Filippi, "le persone sono trattate come merci da sfruttare"."Ammassate in stanze buie e sudicie, prive di ventilazione - continua Msf - costrette a vivere una sopra l'altra. Gli uomini ci hanno raccontato come a gruppi siano costretti a correre nudi nel cortile finche' collassano esausti. Le donne vengono violentate e poi obbligate a chiamare le proprie famiglie e chiedere soldi per essere liberate. Tutte le persone che abbiamo incontrato avevano le lacrime agli occhi e continuavano ripetutamente a chiedere di uscire da li'".I migranti "devono poter accedere a protezione, asilo e quando possibile a migliori procedure di rimpatrio volontario. Hanno bisogno di un'uscita di emergenza verso la sicurezza, attraverso canali sicuri e legali- proseguono Liu e De Filippi- l'accordo UE-Turchia del 2016 e tutte le atrocita' che abbiamo visto in Grecia, Francia, nei Balcani e altrove ancora indicano una prospettiva sempre piu' definita, fatta di frontiere chiuse e respingimenti. Tutto questo toglie qualunque alternativa alle persone che cercano modi sicuri e legali di raggiungere l'Europa e le spinge sempre piu' nelle reti di trafficanti".Conferma indiretta, quanto puntuale e in sintonia con la denuncia di Msf, arriva dall'Unhcr, che parla dell'inesistenza di centri di accoglienza.  "Al momento non ci sono centri di accoglienza in Libia, non ci sono campi di accoglienza in Libia. Ci sono solo centri di detenzione, ufficiali e non ufficiali", dice Carlotta Sami, portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, intervistata dall'agenzia 'Dire' sui nodi dei flussi migratori.L'occasione e' la presentazione, a Palazzo Giustiniani, al Senato, dell'ultimo lavoro del regista veneto Andrea Segre, 'L'ordine delle cose', fuori concorso alla 74esima edizione del Festival del Cinema di Venezia e nelle sale da oggi. Al centro del film, "l'evento storico del secolo", secondo il regista: i flussi migratori. Segre porta sulla pellicola anche le ultime decisioni del ministro dell'Interno italiano Marco Minniti e la realta' dei respingimenti e della reclusione dei migranti nei centri di detenzione libici.Come Unhcr, ha detti Sami, "stiamo lavorando affinche' nei centri di detenzione in Libia le condizioni migliorino e affinche', sul medio e lungo periodo, questi centri siano centri aperti, perche' abbiamo bisogno di accedere ai centri". "In Libia la situazione e' estremamente complicata - ha aggiunto la portavoce Onu per i rifugiati - e come succede in molte situazioni difficili dal punto di vista umanitario, la situazione e' molto ambigua, non ci sono dubbi su questo". La preoccupazione maggiore e' data dall'impossibilita' di accedere ai centri in cui i migranti vengono detenuti nel Paese nordafricano: "Come Unhcr abbiamo liberato circa mille migranti", ma l'obiettivo ora e' quello di fare in modo che gli attuali centri di detenzione diventino centri di accoglienza. 
Chi Siamo | Webmaster: Luciano Ferraro