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Israele-Italia, un calcio ai diritti dei Palestinesi. Per il match di Reggio Emilia in programma una lunga serie di proteste (04/09/17 18:11)

A Reggio Emilia si scalda il clima intorno alla partita Italia-Israele, in programma martedi' prossimo, 5 settembre, allo stadio Citta' del Tricolore. Mentre continua la messa a punto delle misure di sicurezza straordinarie per l'evento, in cima alla lista della Prefettura di quelli considerati "sensibili" anche per il rischio di attentati, il movimento filo palestinese Bds (movimento internazionale per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni verso Israele) annuncia una serie di iniziative "per sensibilizzare i cittadini sulle violazioni dei diritti umani e della legalita' internazionale da parte di Israele, che colpiscono anche un diritto elementare come quello di praticare delle attivita' sportive".In un'interrogazione alla giunta regionale dell'Emilia-Romagna, poi, il consigliere di Sinistra italiana Yuri Torri invita la Regione ad "aderire alla campagna per la sospensione di Israele dalla Fifa fino a quando non rispettera' gli statuti e il diritto internazionale". Israele, pur essendo membroFifa e Uefa, e quindi aderendo ai principi di fair play dei rispettivi statuti, ostacola la pratica sportiva degli atleti palestinesi". In particolare, il consigliere cita "le interferenze politiche che spesso impediscono lo svolgimento di partite con altre squadre" e il fatto che "a volte la Nazionale palestinese e' stata fatta perdere a tavolino perche' Israele negava l'espatrio ad alcuni giocatori".Il programma prevede un presidio per illustrare le condizioni degli sportivi palestinesi sabato 2 settembre (dalle 10 alle 13 in piazza Fontanesi), un incontro pubblico sul diritto allo sport in Palestina lunedi' 4 settembre (all'osteria della Ghirba in via Roma alle 18) seguito da un'apericena con specialita' palestinesi e la distribuzione di cartellini rossi allo stadio il giorno della partita, oltre ad azioni sui social media. "Il governo israeliano- dicono gli attivisti- usa il calcio come uno strumento di propaganda per accreditare Israele come un paese normale di fronte all'opinione pubblica mondiale. Ma da oltre 70 anni viola i diritti umani dei palestinesi e la legalita' internazionale, imponendo un regime dicolonizzazione, occupazione militare e apartheid che non risparmia nemmeno il mondo dello sport". Nello specifico "l'associazione calcistica di Israele (Ifa) comprende sette squadre con sede nelle colonie israeliane costruite in violazione del diritto internazionale su terre palestinesi" e contro le regole della federazione del calcio (Fifa) che proibiscono di giocare partite sul territorio di un altro membro senza l'approvazione di quest'ultimo. "Reggio Emilia fin dagli anni Settanta si e' schierata a fianco della lotta all'apartheid in Sudafrica- ricordano i promotori delle manifestazioni- questa tradizione di solidarieta' internazionale dei suoi cittadini contro l'oppressione e le violazioni dei diritti umani deve dare forza oggi a un rinnovato impegno per affermare i diritti dei palestinesi, mettendo Israele di fronte alle proprie responsabilita'". Le iniziative pro Palestina sono organizzate da Arci, Cgil, Fiom, Uisp, Partito Comunista Italiano e Rifondazione Comunista di Reggio Emilia, Assopacepalestina Bologna, Democrazia e Lavoro, Fp Cgil Bologna, Donne in Nero-Bologna, Modena e Ravenna e Pax Christi regionale.
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