m.ControLaCrisi.org - (visualizza versione completa)

"In troppi vogliono andare a votare senza riforma elettorale e con le sole sentenze della Corte costituzionale". Il coordinamento per la Democrazia costituzionale invita tutti all'assemblea del 2 ottobre (12/09/17 18:06)

Il 2 ottobre, a Roma, si svolgerà una grande assemblea che darà avvio ad una campagna nel Paese per impedire che la legge elettorale venga sequestrata dai capi partito, come già è stato fatto con il Porcellum e poi con l’Italicum. Agli elettori deve essere garantito di poter decidere chi li deve rappresentare."Il blocco del percorso sulla legge elettorale è inaccettabile. La soluzione all'incidente parlamentare di giugno è possibile, basta volerla trovare", dichiara in una nota Alfiero Grandi, vice presidente del Coordinamento per la democrazia costituzionale, l’associazione nata dalla fusione del Comitato per il no nel referendum costituzionale e del Comitato contro l’italicum. "La verità - continua Grandi - è che troppi stanno pensando di andare a votare con le leggi elettorali uscite dalle sentenze della Corte costituzionale ritenute più convenienti (per loro) e fregandosene dell'esigenza di rendere omogenee per Camera e Senato le modalità di voto. Del resto dopo le intese in Sicilia è evidente che il Pd non regge più la soglia del 5% che era nel testo Fiano e guarda caso nel consultellum c'è il 3%. La destra vuole cambiamenti che stravolgerebbero ulteriormente il tedesco con premi di maggioranza sconosciuti in Germania". Per Grandi, i 5 Stelle sembrano estraniati dalla legge elettorale, mentre "per quanto ci riguarda abbiamo deciso di andare avanti con l'assemblea nazionale del 2 ottobre alla Camera e di lanciare una campagna di informazione e mobilitazione nel paese sulle responsabilità dello stallo sulla legge elettorale e sull'irresponsabilità democratica di questo atteggiamento". "Ognuno - conclude Grandi - si prenda le proprie responsabilità. Noi ci prendiamo quella di denunciare al paese il fatto che, purtroppo, un parlamento di nominati rischia di lasciarci in eredità dopo le elezioni un altro parlamento di nominati, rischiando di mettere in crisi l'architrave della Costituzione, cioè il ruolo del parlamento, in spregio al votodel 4 dicembre 2016. Non ci siamo rassegnati e continueremo a dare battaglia per la Costituzione e la democrazia".
Chi Siamo | Webmaster: Luciano Ferraro