m.ControLaCrisi.org - (visualizza versione completa)

Carceri, l'Europa punta il dito contro l'Italia su detenzione e forze dell'ordine (10/09/17 09:14)

Il Consiglio d’Europa punta il dito contro il sovraffollamento delle carceri italiane che «non è stato risolto perché molti istituti di pena operano ancora al di sopra della loro capacità», malgrado le misure prese dopo la cosiddetta «sentenza Torreggiani» con la quale la Corte Europea dei diritti dell’uomo aveva nel 2013 condannato l’Italia per trattamenti inumani e degradanti. Anche perché, come ricorda l’associazione Antigone, «ad agosto il numero di detenuti ha superato nuovamente le 57.000 unità e attualmente il 16% della popolazione vive in meno di 4 mq, non lontano dal parametro minimo che è fissato a 3 mq. Proprio su questo parametro il Cpt critica l’Italia, rea di utilizzare lo stesso come elemento centrale delle proprie politiche, quando è nettamente al di sotto degli standard che lo stesso Comitato indica».L'Europa ha visitato una decina di luoghi di detenzione tra carceri e camere di sicurezza di polizia e carabinieri. E punta il dito anche contro le forze dell'ordine, accusate di usare la mano pesante in troppe occasioni.  Ad esempio, il caso del detenuto incontrato nel carcere di Ivrea che ha riferito ai membri del Cpt (tra i quali c’è per l’Italia la radicale Elisabetta Zamparutti) di essere stato «preso a calci e pugni da un gruppo di Carabinieri mentre era ammanettato nella cella a Chivasso» e ha poi dimostrato di aver ricevuto assistenza medica presso l’ospedale della città piemontese. Strasburgo riguardo l’introduzione del reato di tortura di due mesi fa, «esprime i propri dubbi sulla formulazione delle disposizioni di legge, che ritiene contrarie alle raccomandazioni precedenti del Cpt, alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e alla Convenzione dell’Onu sulla tortura del 1984». Non solo. Strasburgo, secondo quanto si legge nel rapporto pubblicato dal Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa, critica anche il carcere duro del «41-bis», le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza che dovrebbero sostituire gli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) in via di smantellamento e dove in alcuni casi, come a Castiglione delle Stiviere, vengono ancora usati metodi quali «l’isolamento», gli «strumenti di contenzione meccanici» e i «farmaci neurolettici». In poche parole, pratiche che «potrebbero essere considerate inumane e degradanti». clicca qui per ascoltare l'intervista ad Elisabetta Zamparutti, rappresentante italiana nel Comitato per la prevenzione della Tortura.  
Chi Siamo | Webmaster: Luciano Ferraro