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"La Carovana della Speranza". Lula inizia la campagna elettorale in Brasile con un primo giro di quattromila chilometri: "Senza speranza la gente non va da nessuna parte" (01/09/17 10:51)

“La Carovana della Speranza”. E’ questo il nome che Ignacio Lula da Silva, l’ex presidente del Brasile, ha scelto per dare il via alla prima fase della campagna elettorale in vista del voto nel 2018. Un giro per il paese incominciato il 17 agosto in Salvador de Bahia, con una visita alla terminal del Metro Pituacu, iniziato a costruire durante il suo governo, e che terminerà il 5 settembre a San Luis, in Maranhao, dopo aver transitato per Bahia, Sergipe, Alagoas, Pernambuco, Paraiba, Rio Grande del Nord, Cearà e Piauì. In tutto circa 4.000 chilometri. (clicca qui per leggere il "diario del viaggio") “Sto iniziando un gran viaggio per ascoltare le persone e confermarle che il PT starà sempre vicino al popolo”, ha detto Lula, che ha governato il Brasile dal 2002 al 2010. Obiettivo del progetto "Lula per il Brasile" è dibattere un modello di sviluppo per il paese che, secondo l’ex presidente, è stato "abbandonato" dal governo di Michel Temer. "La maggiore lezione che ho avuto sul Brasile è stata viaggiando attraverso il paese. Per questo intendo di nuovo fare le carovane. Oggi con maggiore esperienza e migliore organizzazione, per capire le necessità del popolo", ha dichiarato Lula annunciando il viaggio.Nel suo primo incontro ha ricevuto l'abbraccio del giovane Everton Conceicao Santos, che nel 2006 si trasformò nel simbolo della campagna per la rielezione di Lula. Everton aveva allora sette anni e scappò da una finestra per potere vedere l’allora Presidente inaugurare un programma di case popolari a Lauro di Freitas, nella regione metropolitana di Salvador. D’accordo col programma della Carovana, Lula ha dichiarato l’intenzione di convertirsi (ed in realtà la Carovana dimostra che lo è) in un venditore di sogni e speranze. “Senza speranza la gente non va da nessuna parte”, ha detto Lula, aggiungendo avere imparato da sua madre a non lamentarsi davanti alle difficoltà ed a pensare che il giorno di domani sarebbe stato migliore. “Perché tutto il mondo”, ha sottolineato, “ha negli occhi una luce di speranza”.Lula ha l’appoggio, oltre al Partito dei Lavoratori, anche dei movimenti sociali, convinti che rappresenti l’unico in grado di battere le destre e di riportare il Brasile sul cammino abbandonato in seguito al golpe parlamentare-giudiziario-mediatico contro Dilma Rousseff e, più in generale, «contro il Paese». Quel Paese che Lula, come ex presidente ha rivendicato con orgoglio, era uscito a unire intorno a un progetto di sviluppo economico con inclusione sociale, grazie a cui il Brasile aveva potuto realizzare un salto in avanti storico in termini di crescita produttiva, di creazione di posti di lavoro, di lotta alla povertà e di ampliamento di opportunità educative, liberando dalla miseria 35 milioni di persone.
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