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Brasile, il Governo liberista cancella una riserva ambientale grande quanto la Danimarca. Temer vuole impiantarci alcune miniere. La protesta della Conferenza episcopale (30/08/17 16:44)

La Rete ecclesiale pan-amazzonica (Repam) e la Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb), congiuntamente alla Commissione episcopale per l'Amazzonia della Cnbb, prendono - attraverso una nota - una dura posizione sul decreto presidenziale che cancella la Riserva nazionale del Cobre e territori associati (Renxa), un'area grande quanto la Danimarca, nel nord del Brasile, nello stato di Amapá, ai confini con la Guiana francese. Secondo il quotidiano 'O Globo', sulla base del decreto progetti di sfruttamento minerario potranno essere avviati sucirca il 30 per cento della ex riserva. Temer ha assicurato che nove aree dove sono concentrate terre delle comunita' native continueranno a essere tutelate. A lanciare l'allarme nei giorni scorsi, pero', erano state diverse organizzazioni ambientaliste. Il Wwf aveva messo in guardia dal rischio di "boom demografico, deforestazione, distruzione di risorse idriche, perdita di biodiversita' e nuovi conflitti per la terra".La regione ingloba al suo interno ben nove aree finora protette integralmente: il parco nazionale Montañas del Tumucumaque, le foreste statali del Paru e dell'Amapa'; la riserva biologica di Maicuru, la stazione ecologica del Jari, la riserva Río Cajari, la riserva per lo sviluppo sostenibile del Rio Iratapuru, i territori indigeni Waiapi e Rio Paru d'Este.La nota di protesta, firmata dal cardinale Claudio Hummes presidente della Repam, e da dom Erwin Kräutler, presidente della Repam Brasile e segretario della Commissione episcopale per l'Amazzonia, definisce il decreto del Governo "antidemocratico" e "altamente dannoso". Anche secondo la conferenza episcopale, l'apertura dell'area è la premessa allo sfruttamento minerario dei giacimenti di oro, diamanti, rame, ferro e altri metalli, che "aumentera' la deforestazione, causera' la perdita irreparabile della biodiversita' e avra' un impatto negativo per le popolazioni di tutta la regione". Nel comunicato si lamenta il fatto che il Governo brasiliano ha consultato solo le imprese minerarie interessate a sfruttare l'area, ma non le popolazioni, nonostante questo sia esplicitamente previsto dalla Costituzione brasiliana federale del 1988. La nota prosegue ricordando che "rischi ambientali e sociali incalcolabili minacciano" quello che l'enciclica 'Laudato Si'' considera un "polmone del pianeta" e che la cancellazione della Renca costituisce "una minaccia politica per tutto il Brasile".Per questo, Repam e Chiesa brasiliana si uniscono alle diocesi di Amapa' e Santarem e alle richieste di numerosi gruppi dellasocieta' civile che stanno raccogliendo firme, chiedendo il ritiro del Decreto.
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