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"La legge elettorale non può essere sequestrata dai capi di partito". Il 2 ottobre una grande assemblea a Roma per evitare il rischio di porcellum-italicum bis (22/08/17 09:47)

Il 6 settembre riprenderà l'esame in commissione alla Camera della legge elettorale. Un lavorìo che in queste settimane è stato tenuto accortamente celato agli occhi dell'opinione pubblica. "E potremmo scoprire - sottolinea in una nota il vice presidente del Coordinamento per la democrazia costituzionale, Alfiero Grandi - che nel cantiere nascosto agli occhi dei cittadini le posizioni non sono poi così incompatibili. Si dà per scontato che gli elettori non possano decidere gli eletti, i loro rappresentanti, lasciando che siano i capi partito a farlo". Il centro-destra sta lavorando ad una nuova proposta di legge elettorale, che, a quanto sembra, abbassa al 35% la percentuale di voti necessaria per ottenere il premio di maggioranza "e trasforma, con un trucco contabile, una minoranza di voti in una maggioranza parlamentare. Questo allontana ancora di più dal sistema elettorale tedesco creando un vero e proprio sistema Ogm", aggiunge Grandi. Il 2 ottobre, a Roma, si svolgerà una grande assemblea che darà avvio ad una campagna nel Paese per impedire che la legge elettorale venga sequestrata dai capi partito, come già è stato fatto con il Porcellum e poi con l’Italicum. "Agli elettori deve essere garantito di poter decidere chi li deve rappresentare". "Eppure la questione di fondo è proprio questa: se vogliamo salvare il ruolo centrale che la nostra Costituzione assegna al Parlamento - continua Grandi - occorre ridargli credibilità agli occhi dei cittadini e questo sarà possibile solo se essi decideranno chi eleggere e gli eletti risponderanno agli elettori e non ai capi partito. Esattamente l'opposto - prosegue Grandi - di quanto afferma Galli della Loggia che evidentemente ha dimenticato che una maggioranza di 100 deputati e 50 senatori, grazie al porcellum, non ha evitato a Berlusconi la crisi di governo. Ripartire dall'obiettivo di regalare una maggioranza ad un governo che non ha una maggioranza effettiva è una miopia che ci è già costata cara e che ha portato alla crescita esponenziale dell'antipolitica e al discredito istituzionale».
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