m.ControLaCrisi.org - (visualizza versione completa)

Terremoto, Legambiente ha fatto i conti sulle macerie rimosse: solo l'8% del totale. E mancano i piani per lo smaltimento (21/08/17 19:34)

A un anno dal sisma che il 24 agosto ha colpito Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo e a nove mesi dalle scosse devastanti di fine ottobre e' stato rimosso solo l'8,57% delle macerie. Circa 227.500 tonnellate dei 2.657.000 stimati dalle quattro regioni. Secondo Legambiente, che a primavera scorsa insieme a Fillea Cgil ha avviato un osservatorio nazionale per una ricostruzione di qualita', e' urgente cambiare passo: velocizzare le procedure di recupero delle macerie e individuare altre zone dove poter trattare gli inerti riutilizzabili per la ricostruzione. Complessivamente rimangono da rimuovere oltre 2.400.000 tonnellate derivanti per la stragrande maggioranza dalle attivita' di demolizione parziale e totale dei fabbricati che permetteranno di ridimensionare le zone rosse. Sono macerie derivanti da edifici pubblici e da edifici privati pericolanti, la cui rimozione e' propedeutica all'avvio della ricostruzione materiale e della rinascita delle comunita' colpite. Aspettano di esserne liberati oltre 60 comuni, con le loro numerose frazioni. Ma a fronte di questi numeri persino la scadenza prevista al 31 dicembre 2018 difficilmente potra' essere rispettata. "C'e' invece la necessita' di fare molto prima di quella data- dichiara la presidente di Legambiente, Rossella Muroni- e' opportuno che il governo ripensi il ruolo della struttura del commissario straordinario per dargli piu' poteri e le risorse necessarie per un reale coordinamento. Le differenze nella gestione delle macerie nelle quattro regioni sono troppe; gia' chiedevamo un coordinamento piu' forte ed efficace e il rischio ora e' che diventi piu' debole, visto l'annuncio delle dimissioni di Errani. Siamo consapevoli delle numerose difficolta' incontrate - le ripetute e importanti scosse sismiche, la vastita' dell'area interessata, le strade inagibili e insicure per via delle case pericolanti, le demolizioni necessarie per operare in sicurezza - a cui si sono pero' sommati ritardi per i provvedimenti modificati in itinere, negli affidamenti dei lavori, nel coordinamento tra i diversi livelli istituzionali. Ma la rinascita dell'appennino ha bisogno, ora, di una visione unitaria".
Chi Siamo | Webmaster: Luciano Ferraro