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Clicca qui. "L'India teme l'accerchiamento della Cina e prepara le atomiche". Intervista a Francesco Sisci da www.il sussidiario.net (16/08/17 08:25)

Nel mondo del terzo conflitto globale a pezzi c'è un altro focolaio di guerra, oltre a quello rappresentato dalla Nord Corea di Kim Jong-un. C'è una linea di confine e ci sono migliaia di soldati, da una parte e dall'altra, che si sorvegliano a vicenda. Alle loro spalle, due potenze nucleari: India e Cina. Il piccolo stato montuoso del Bhutan è quasi una testa di ponte nei confini indiani e cinesi. A sua volta il territorio cinese si spinge in profondità tra Bhutan e stato indiano del Sikkim. Proprio qui la Cina ha deciso di costruire una strada. Il Bhutan ha chiesto aiuto all'India, sua storica alleata e Modi ha risposto schierando le truppe. "Credo che l'antefatto vero — spiega Francesco Sisci, editorialista di Asia Times — sia stato il progressivo allontanamento della Cina da una posizione di equidistanza tra India e Pakistan dopo la guerra del Kargill del 1999". La Cina si è sempre più avvicinata al Pakistan. Perché?Perché temeva il suo ricatto: o mi appoggi o smetto di controllare gli estremisti uiguri che vengono in Pakistan ad addestrarsi contro la Cina. Inoltre l'India si sentiva sminuita dalla tipologia dello scambio commerciale con la Cina. Pechino importava materie prime e non prodotti industriali, quasi che l'India fosse una specie di nuovo paese africano. Infine c'è stata la nuova via della seta, dove gli indiani non si sono sentiti partner ma clienti minori, che dovevano accettare senza discussioni le condizioni di Pechino, la quale peraltro preferiva sempre il Pakistan per le opportunità offerte dal porto di Gwadar. E' in questo contesto che si è infuocata la questione del confine?Sì. I cinesi hanno rivendicato il distretto indiano di Tawang, sede di un importante tempio buddista lamaista, temendo che questo si trasformasse in una testa di ponte per il Dalai Lama contro la Cina. Infine l'autostrada, che se costruita consentirebbe il passaggio di mezzi pesanti cinesi — quindi creando vantaggi logistici all'esercito cinese contro l'indiano — e attrarrebbe di fatto il Bhutan fuori dall'orbita indiana e verso la Cina. A tutto questo l'India ha deciso di mettere uno stop, prima annunciando la creazione di una sua via della seta, indipendente da quella cinese, e appena qualche giorno dopo varcando il confine delimitato e interrompendo i lavori della strada cinese. Non è la violazione della sovranità territoriale di uno stato?Infatti di per sé la questione è chiara: la Cina ha oltrepassato un confine già concordato, e in più che competeva al Bhutan e non all'India. Dopo la crisi del Ladakh del 2014 gli attriti tra India e Cina parevano assorbiti. Perché non è stato così?Perché l'India ha ambizioni grandi come e più di quelle cinesi. Ha una popolazione che supera 1,3 miliardi di persone e se si include il suo alleato-satellite bengalese si arriva a più di 1,5 miliardi. Ha tassi di crescita che negli ultimi anni sono stati superiori al livello cinese e una popolazione più giovane. Ma New Delhi sente che il mondo non prende l'India sul serio come fa con la Cina. Quindi Modi ambisce a giocare un ruolo importante in questa nuova partita che vede gli Usa molto concentrati in Asia, e alcune potenze regionali, come il Giappone, intente a contenere in qualche modo la crescita cinese.clicca qui per continuare a leggere
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