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No al lavoro festivo: le mobilitazioni di Potere al Popolo in oltre venti città (27/12/17 12:32)

Ieri, 26 dicembre, diverse centinaia di persone hanno risposto all'appello lanciato dalle attiviste e dagli attivisti di Potere al Popolo contro l’apertura degli esercizi commerciali le domeniche e i giorni festivi in sostegno e solidarietà a tutti coloro che in vacanza, ormai, non ci possono andare.Mobilitazioni in oltre venti città (Reggio Calabria, Cosenza, Lecce, Napoli, Roma, Torino, Pescara, Genova, Pavia, Padova, Bergamo, Molfetta, Mantova, Salerno, Milano, Livorno, Termoli, Piombino, Castelli Romani, Grosseto, Viareggio, Frosinone), senza contare chi si è mobilitato già dal 22 dicembre, in supporto ai lavoratori della Grande Distribuzione in sciopero, o come i lavoratori dell'OrioCenter di Bergamo, che hanno poi scioperato il 24 e il 25. Alle iniziative hanno partecipato anche molti militanti del Prc. Si sono svolti volantinaggi e speakeraggi fuori ai maggiori centri commerciali aperti (solo per nominarne alcuni: Ikea, Carrefour, Auchan, Coop, Conad). Moltissimi clienti hanno consegnato alla cassa il volantino preparato per la giornata per dimostrare la solidarietà alle migliaia di lavoratori e lavoratrici costretti sul luogo di lavoro anche in un giorno festivo come questo, che dovrebbe essere dedicato alla vita, agli affetti, al riposo. A Roma, alla Stazione Termini, alcuni "Babbi Natale" hanno iniziato a distribuire regali come “festività pagate”, “internalizzazioni”, “stabilizzazioni”, “riduzione dell’orario di lavoro”, “più salari”, fra l’iniziale stupore e poi la partecipazione di decine di presenti…possibile!“Siamo qui per dire una cosa banale ma che nell'Italia di oggi sembra straordinaria: non si possono sfruttare e ricattare le persone - si legge nel comunicato di Potere al Popolo - non si possono distruggere i diritti, i legami familiari e amicali, non si può incentivare un popolo al consumo in ogni momento, cancellando luoghi d’incontro reali e reti di quartiere. E’ importante ricominciare a conquistare spazi e tempi per la socialità e gli affetti. In Italia il processo di liberalizzazione delle attività commerciali comincia con il decreto Bersani e continua con Berlusconi e Monti. La chiamano liberalizzazione ma la libertà è solo quella dei proprietari della grande distribuzione di tenere i centri commerciali aperti più a lungo, senza nuove assunzioni, senza pagare il lavoro notturno e tagliando il costo del lavoro. Chi va a fare la spesa di notte o nei festivi non lo fa per piacere ma spesso perchè sono gli unici momenti in cui può farlo, dovendosi barcamenare tra più lavori, precarietà e flessibilità crescente. Potere al popolo è dal lato dei lavoratori sfruttati, per la riduzione dell’orario di lavoro e l’aumento dei salari, per una società dove al centro non ci sia il consumo e il profitto, ma le esigenze delle persone”.
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