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Gerusalemme capitale d'Israele, gli Usa mettono il veto alla risoluzione contraria sostenuta da 14 Paesi del Consiglio. Daniel Barenboim esorta il resto del mondo a riconoscere la Palestina come Stato (20/12/17 08:26)

Nonostante il voto favorevole degli altri 14 membri del Consiglio di Sicurezza, Washington posto il veto all’approvazione della risoluzione di condanna del riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele presentata dall’Egitto. I palestinesi si rivolgeranno ora all’Assemblea Generale. Il vice presidente statunitense Pence, intanto, rimanda per la seconda volta la visita in Medio OrienteDei 15 membri del Consiglio, infatti, 14 (tra cui Italia, ma soprattutto Francia e Gran Bretagna) hanno votato a favore del testo spiegando che il “consenso internazionale” su Gerusalemme va difeso e il suo status va discusso solo attraverso negoziati e non con decisioni unilaterali.L’Anp dovrebbe rivolgersi nei prossimi giorni all’Assemblea generale dell’Onu per chiedere l’approvazione della risoluzione bloccata ieri dagli statunitensi. L’esito del voto è scontato, ma non avrà effetti concreti sul terreno perché, a differenza di quello del Consiglio di Sicurezza, non sarà vincolante.Il direttore d’orchestra Daniel Barenboim esorta il resto del mondo a riconoscere la Palestina come Stato. In un'intervista al settimanale tedesco die Zeit, ha sottolineato che “non possono esistere compromessi fra i popoli, e certamente non fra due, che non si riconoscono reciprocamente”. “Per una soluzione a due Stati, servono due Stati. E al momento non ci sono”, ha aggiunto.Nel quadro di una soluzione a due Stati “non vedo alcun problema con il fatto che Gerusalemme ovest diventi capitale di Israele, e Gerusalemme est della Palestina”, ha concluso.La “questione di Gerusalemme” è stata al centro dei colloqui del re di Giordania Abdullah II in Vaticano, dove è stato ricevuto da papa Francesco e poi dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, accompagnato da mons. Paul Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati.“Nel corso dei cordiali colloqui – informa una nota vaticana- ci si è soffermati soprattutto sul tema della promozione della pace e della stabilità nel Medio Oriente, con particolare riferimento alla questione di Gerusalemme e al ruolo di Custode dei Luoghi Santi del Sovrano hashemita. In tale contesto, si è rinnovato l’impegno per favorire i negoziati tra le Parti interessate, come pure per promuovere il dialogo interreligioso”.“Infine, si è rilevata l’importanza di favorire la permanenza dei cristiani in Medio Oriente e il positivo contributo che essi apportano alle società della Regione, di cui sono parte integrante”.
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