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Il 23 in piazza contro i bavagli al web (21/12/09 21:18)

«Libera rete in libero Stato!». Lo slogan semplice, trasversale ed efficace prende in prestito il motto di Cavour per lanciare una grande manifestazione per la libertà di internet. Sventate (per ora) le minacciate misure del governo per intervenire su pagine web e gruppi di social network, in tanti hanno già aderito all'appello, spaventati dalla possibilità che ad internet venga messo qualche genere di bavaglio. «Non è costituzionalmente tollerabile che, ora che la Rete si è ritagliata - o si avvia a ritagliarsi - il ruolo che le compete quale strumento di democrazia partecipativa, sull’onda di alcuni episodi ancorché gravi e delle conseguenti emozioni suscitate, si corra ad imbavagliarla preoccupandosi più di scongiurarne le derive negative che di promuoverne e semplificarne l’uso da parte di fasce sempre più ampie della popolazione che meritano di essere incluse nei processi politici e democratici» spiega Guido Scorza dell'Istituto per le politiche dell'innovazione, promotore dell'Iniziativa. «E muovendo da queste premesse ed all’unico scopo di sottolineare con fermezza e pacatezza l’esigenza di una Rete libera - il che non vuol dire anarchica - che con un gruppo già nutrito di amici e colleghi di Rete, abbiamo deciso di ritrovarci il 23 dicembre 2009 alle 17.30 a Piazza del Popolo a Roma. Per dar vita ad un sit-in pacifico nel corso del quale lanciare un messaggio tanto semplice quanto fondamentale per il futuro di Internet in Italia e del nostro Paese: LIBERA RETE IN LIBERO STATO». «E’ un’iniziativa che vorremmo non fosse di nessuno ed appartenesse a tutti alla Rete ed alle persone che ogni giorno la utilizzano non per istigare alla violenza o al sovvertimento delle regole di civile convivenza ma per partecipare alla gestione della cosa pubblica, confrontarsi, informarsi ed informare. L’auspicio, pertanto, è che sia una manifestazione che non divida ma che, piuttosto, unisca nel segno della volontà di dimostrare che battersi per un uso libero e responsabile della Rete significa solo aver a cuore le sorti del futuro de nostro Paese e della nostra libertà». Il manifesto che riassume le idee ed i principi ispiratori della manifestazione è questo: Internet è una piazza libera. Una sterminata piazza in cui milioni di persone si parlano, si confrontano e crescono. Internet è la libertà: luogo aperto del futuro, della comunicazione orizzontale, della biodiversità culturale e dell’innovazione economica. Noi non accettiamo che gli spazi di pluralismo e di libertà in Italia siano ristretti anziché allargati. Non lo accettiamo perché crediamo che in una società libera l’apertura agli altri e alle opinioni di tutti sia un valore assoluto. Non lo accettiamo perché siamo disposti a pagare per questo valore assoluto anche il prezzo delle opinioni più ripugnanti. Non lo accettiamo perché un Paese governato da un tycoon della televisione ha più bisogno degli altri del contrappeso di una Rete libera e forte. Non lo accettiamo perché Internet è un diritto umano. Libera Rete in libero Stato. L'appello a cui hanno già aderito in migliaia, dal Popolo Viola a tanti blogger, si chiude con una citazione: «Sono sempre stato uno strenuo sostenitore di Internet e dell'assoluta mancanza di censura». (Barack Obama, discorso agli universitari cinesi, Shanghai, 16 novembre 2009)
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