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"Tassare meno il salario di primo livello: le tassazioni agevolate per incentivare previdenza e sanità integrativa". Intervento di Federico Giusti (20/04/21 07:54)

L’agenzia delle Entrate, con un interpello, entra nel merito della tassazione del salario percepito con il secondo livello di contrattazione. L'obiettivo è molto chiaro: da una parte si accordano aumenti contrattuali in linea con il codice Ipca e cosi' facendo non si recupera il potere di acquisto perduto. Prendiamo ad esempio i 3,2 milioni di dipendenti pubblici, per 9 anni hanno avuto i salari bloccati perdendo migliaia di euro. Il rinnovo del 2018 ha di fatto ratificato la Riforma Brunetta determinando una quota di produttività maggiorata per un numero esiguo di dipendenti, i cosiddetti meritevoli e superbravi scelti senza criteri oggettivi, trasparenti e razionali. Agli Enti si rinvia per decidere la percentuale dei superbravi a cui assegnare il salario di secondo livello noto come produttività. Nelle settimane scorse Cgil Cisl Uil hanno ottenuto per i neo assunti il silenzio assenso, se non esprimeranno per scritto, entro sei mesi, il diniego, il loro Tfr finirà al al fondo previdenziale. Per favorire il silenzio assenso si va rafforzando il secondo livello di contrattazione e ora giunge la notizia della detassazione dei premi in busta paga. Ma perchè detassare solo i premi invece di ridurre la tassazione sull'intero salario percepito? Perchè una tassazione piu' favorevole sull'intero salario percepito restituirebbe troppo potere di acquisto ai salari determinando l'aumento della spesa pubblica. Quindi si cercherà di spingere sempre piu' verso il secondo livello di contrattazione , magari scambiando salario con il welfare aziendale, con le prestazioni della sanità e previdenza pubblica attraverso i fondi cogestiti con i sindacati firmatari di contratto. E cosi' facendo potranno anche evitare di aumentare la spesa per la sanità pubblica con la scusa che i lavoratori e le lavoratrici potranno pur sempre accedere ai servizi della sanità integrativa. L'interpello parla chiaro, ossia il compenso arriva l’anno successivo a quello in cui è maturato (nel 2021 percepiranno la produttività dell'anno precedente) e in questo modo pottrà essere applicata la tassazione separata. I premi infatti arrivano dopo il ciclo della performance, cosi' in un colpo solo si rafforza la performance e si fa intendere che il secondo livello di contrattazione risulti piu' conveniente del primo. E in questo modo il contratto nazionale sarà depotenziato e ,con le solite deroghe, verrà concesso un enorme potere discrezionale agli Enti. E per invogliare a cedere il tfr alla previdenza integrativa, per rafforzare il welfare aziendale ci sarà la tassazione separata sui premi, con un' aliquota decisamente piu' bassa. Prendiamo a mo' di esempio una posizione organizzativa che percepisce poco piu' di 40 mila euro annui: la Po avrà una tassazione sul premio non del 38% ma del 19 per cento, le tasse di dimezzeranno. Siamo certi che questa novità avrà ripercussioni negative sullo stesso rinnovo contrattuale perchè il Governo potrà asserire di avere già favorito i dipendenti pubblici con una tassazione minore del salario accessorio per questo eviteranno di accordare aumenti dignitosi al salario e poi, per la parte normativa, Governo e Aran potranno portare a casa i risultati sperati senza alcuna opposizione di parte sindacale. Il meccanismo è già vigente nel settore privato, ora viene invece esteso al Pubblico impiego. Ma ad essere favoriti saranno gli stipendi piu' alti e questo non verrà detto infatti chi percepisce oltre 40 mila euro avrà un risparmio di imposta decisamente maggiore di quanti arrivano a 35 mila , immaginiamoci allora per chi non arriva a 30 mila euro annui come gran parte dei dipendenti della Pa. Difficile da spiegare ai comuni mortali il meccanismo della tassazione separata, di sicuro per i dirigenti gli sconti saranno decisamente minori perchè il calcolo sull'aliquota dei due anni precedenti sarà tale da ridurre i benefici. L’uscita dei premi dall' Irpef abbassa l’imponibile e con esso anche le addizionali regionali e locali. Chi supera i 41 mila euro con la tassazione separata scenderà a 38\9 mila e potrà anche beneficiare del bonus dei 100 euro . In questo modo la classe media della Pa avrà sicuramente benefici ma possiamo dirlo per tutti i dipendenti pubblici? Difficile da spiegare questo meccanismo perverso e non è detto che il Governo non decida di rivedere il tutto, sono alquanto probabili correttivi e ripensamenti davanti alle pressioni delle associazioni datoriali Tuttavia la domanda a cui non viene fornita risposta è ben altra: perchè non ridurre la tassazione sul reddito complessivo dei lavoratori dipendenti? La risposta è una sola;: in un colpo solo si depotenzia il contratto nazionale, si addomesticano le richieste sindacali per i prossimi contratti, si rafforza il secondo livello di contrattazione con tutto il sistema delle deroghe che ha portato solo svantaggi per il potere di acquisto e di contrattazione. E depotenziando lo stato sociale si potrà sempre asserire di avere rafforzato il welfare aziendale.
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