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Uso delle mascherine si moltiplicano gli episodi di aggressione ai danni dei commessi di negozi, supermercati e centri commerciali. La nota dei Cobas (30/07/20 12:07)

L'ultimo episodio di aggressione contro i commessi degli esercizi commerciali in ordine di tempo è avvenuto a Modena, in un negozio di giocattoli, dove una commessa è stata insultata e ha subito un lancio di oggetti con violenza da parte di una coppia insofferente alla mascherina. Ma episodi simili sono avvenuti a Roma, alla Coop di Livorno, dove un commesso è stato picchiato e mandato all'ospedale, o al Penny Market di Torino, stessa sorte per una cassiera. «Dagli insulti alle minacce – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – fino ad arrivare alle mani. Tutti i giorni. Dal Nord al Sud del Paese. L'importanza dell'uso della mascherina e del distanziamento sociale per questi lavoratori è fondamentale, visto che sono esposti al pubblico in ambienti chiusi per molte ore al giorno. E non possono certo rischiare la propria incolumità fisica a causa di alcuni clienti che negano la più grave crisi sanitaria degli ultimi 100 anni.» «Questo è anche il prodotto dei convegni negazionisti e delle fake news sulla pandemia – prosegue il rappresentante sindacale – ci aspetteremmo un atteggiamento responsabile dai rappresentanti politici e dalla comunità scientifica. E invece la guerra politica che si gioca attorno alla crisi sanitaria sta mietendo le sue vittime: i lavoratori. Quelli più esposti e che non hanno riposato mai. Neanche durante il lockdown.» «Richiamiamo il Governo al controllo capillare delle attività commerciali - conclude Iacovone - perché le regole sembrano saltate tutte. La “movida” nei luoghi dello shopping e della spesa alimentare non si è mai arrestata e se si vuole contenere la pandemia si deve cominciare proprio da lì.»
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