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Amianto, il 28 aprile giornata mondiale. A Sesto San Giovanni una corona di fiori nonostante i divieti (22/04/20 12:53)

Una delegazione del 'Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro' porterà dei fiori alla lapide che ricorda le vittime dell'amianto, a Sesto San Giovanni (Milano) il prossimo 28 aprile in occasione della giornata mondiale. La celebrazione avverrà alle ore 11,30 in via Carducci."Anche se i divieti di governo e regioni per il coronavirus impediscono ogni manifestazione - si legge nella nota - il nostro Comitato ricorderà comunque, nel rispetto delle norme di sicurezza, tutti i morti chiedendo giustizia per le vittime dell'amianto e per tutti i lavoratori e i cittadini assassinati per il profitto". Continua il Comitato: "Sono passati 28 anni da quando l'Italia ha messo al bando l'amianto, ma siamo ancora uno dei paesi al mondo maggiormente colpiti dall'epidemia di malattie amianto-correlate" e "il picco è previsto tra il 2025 e il 2030". "Ogni anno - continua la nota del Comitato - le vittime dell'amianto sono circa 6mila: 3600 per tumore polmonare, 600 per asbestosi, 1800 per mesotelioma, un tipo di cancro molto aggressivo che colpisce la pleura e altre membrane". Il Comitato sottolinea che "dai dati di Legambiente nel nostro Paese sono circa 370mila le strutture che contengono Eternit: per lo più edifici privati ma anche industriali e pubblici, comprese 2.400 scuole, 1.000 biblioteche e 250 ospedali. Per non parlare della rete idrica: sarebbero 300mila i km di tubature in cui è presente l'asbesto. Si tratta, però, di stime: il censimento dei siti inquinati non è stato completato in tutte le regioni".Infine, si legge che in Italia "ogni anno sono 1.400 i morti sul lavoro (120 al mese) mentre decine di migliaia sono quelli per malattie professionali (solo per amianto oltre 6.000 all'anno). A questi numeri vanno aggiunti gli altri morti del profitto causati dai risparmi sulla sicurezza (ponti che crollano, disastri ambientali, inondazioni e altro ancora) e oggi a causa del coronavirus anche medici, infermieri, personale sanitario, addetti alle pulizie degli ospedali. Una strage che avviene nell'indifferenza che, oggi più che mai, diventa complicità".  
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