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Incidenti sul lavoro, giovane operaio falciato sull'A1 da un Suv. Il suo collega รจ rimasto ferito (18/04/20 18:51)

Un infortunio sul lavoro mortale nel periodo in cui quasi tutte le attività sono ferme a causa del lockdown per la pandemia. Questa notte, intorno all'1.30, un giovane operaio di 32 anni ha perso la vita in un incidente autostradale, mentre stava lavorando in un cantiere "correttamente installato e ben segnalato", come ha specificato Autostrade Spa, sulla A1, all'altezza del km 134 in direzione Bologna, nel tratto reggiano nei pressi del casello Campegine-Terre di Canossa. La vittima - originario di Bari, ma residente a Senigallia (Ancona) dove lavorava per una ditta di verniciatura con sede a Faenza (Ravenna) - è stata investita da un Range Rover guidato da un giovane modenese. Il 32enne si stava occupando del rifacimento della segnaletica stradale quando all'improvviso è stato travolto da un Suv che ha invaso il cantiere finendo contro un mezzo di lavoro. Per lui purtroppo non c'è stato nulla da fare ed è deceduto. Nell'impatto è stato coinvolto anche un suo collega, un giovane 28enne, ricoverato all'ospedale di Reggio Emilia con un mese di prognosi. Sulla dinamica indaga la polizia stradale. Una settimana fa, a Quattro Castella, sempre in provincia di Reggio Emilia, si era verificata un'altra 'morte bianca'. Un 52enne senegalese, dipendente di una cooperativa reggiana addetto alla raccolta degli sfalci verdi per conto di Iren è deceduto dopo essere stato investito dal camioncino guidato da un suo collega di lavoro. Mentre a fine gennaio scorso, sempre in autostrada, ma stavolta sulla A22, nel tratto reggiano all'altezza di Rolo, un altro operaio di 37 anni ferrarese è rimasto ucciso dopo essere stato investito da un camion. "Quello che sconvolge è che l'80% delle attività produttive in questo momento siano ferme - dice all'ANSA, Elena Strozzi della segreteria Cgil di Reggio Emilia, con delega a salute e sicurezza sul lavoro - Ci sentiamo disarmati. Ma questo significa che bisogna fare ancora tanto lavoro in materia di prevenzione, ma soprattutto di cultura della sicurezza. Siamo in un mondo in cui tutto questo non è stato ancora assimilato". Anche i sindacati di base Sgb insorgono: "Da inizio 2020 si sono verificate 7 morti bianche in Emilia-Romagna - spiega il sindacalista Pasquale Tucci - di cui 4 in provincia di Reggio Emilia. Del resto che la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro non sia argomento di interesse è palese, considerato che, pure di fronte a un virus che sta infettando centinaia di migliaia di persone e mietendo decine di migliaia di vittime, le spinte padronali per riaprire tutto sono sempre più pressanti e sempre più arroganti".
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