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Investì un sindacalista della Fiom nel corso di una protesta, ora gode della prescrizione. (28/01/20 09:41)

E' stata dichiarata prescritta dalla Cassazione la condanna per lesioni personali a due mesi di reclusione, già commutata in 15mila euro di multa nell'appello bis, a carico di Tiziano Beretta, capo reparto nello stabilimento Magneti Marelli di Corbetta (Milano) accusato di aver investito con la sua auto un sindacalista che faceva il picchetto davanti ai cancelli della fabbrica - all'epoca appartenente al gruppo Fiat - la mattina dello sciopero generale del 21 ottobre 2011, protesta messa in campo dalla Fiom Cgil contro la decisione dell'allora ad del Lingotto Sergio Marchionne di uscire dal contratto nazionale dei metalmeccanici.Confermati dalla Suprema Corte i risarcimenti in favore dell'operaio investito, che riportò danni alla rotula e 21 giorni di prognosi, e della Fiom Cgil di Ticino Olona, e convalidata definitivamente la versione dei fatti resa dalla vittima e dai testimoni durante il processo. Beretta - sottolinea il verdetto 3255 depositato ieri e relativo all'udienza dello scorso 11 novembre - "pur avendo notato l'assembramento, non aveva fermato la propria autovettura nè aveva spento il motore del mezzo ma, al contrario, aveva 'sgasato' (cioè alzato i giri del motore), colpendolo". Venne investito anche un altro operaio, Jorge Luis Poveda, che se la cavò con lievi escoriazioni.Senza successo la difesa di Beretta in Cassazione ha contestato i fatti emersi durante l'istruttoria dibattimentale, nella quale è stato ascoltato anche un maresciallo dei carabinieri, sostenendo che la macchina del capo reparto era stata circondata da 35-40 manifestanti che avevano iniziato a colpire la sua 'Giulia' con manate e calci mentre Beretta arrestava il veicolo. Quella stessa mattina, poco prima, un altro dirigente dello stabilimento, Orazio Privitera, aveva investito un altro operaio, ricorda l'avvocato Ettore Zanoni che difende gli operai travolti e rappresenta anche la Fiom Cgil."Privitera è stato condannato in primo e secondo grado ma poi la Cassazione - spiega Zanoni - ha annullato con rinvio la condanna chiedendo all'appello bis di accertare il dolo eventuale, ossia se l'imputato era consapevole che se non arrestava la sua macchina qualcuno avrebbe potuto farsi male. Sarà tutto prescritto anche per Privitera", conclude il legale del sindacato.
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