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Turismo, Cgil e la polemica sul reddito di cittadinanza: "Non c'entra il nodo resta la responsabilità sociale dell'impresa" (11/06/19 15:40)

Come possono, gli albergatori, trovare lavoratori per la stagione estiva? “Garantendo loro il rispetto dei turni di riposo giornaliero esettimanale, il corretto inquadramento, il pagamento degli straordinari, le maggiorazioni per il lavoro festivo, domenicale, notturno” afferma Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil; in poche parole “assumerei lavoratori con le condizioni del contratto nazionale del turismo”. Sarebbero invece vietati i finti contratti part time con lavoro effettivo di 60 ore la settimana, retribuire i lavoratori in nero e tutte quelle forme di lavoro grigio che nascondono illeciti e abusi, spesso subiti dagli addetti del settore pur di avere un lavoro. I continui tentativi di ridurre i costi, in particolare quelli del lavoro, per aumentare i profitti, va a discapito del settore turistico, della qualità del servizio offerto e delle condizioni di lavoro. La presa di posizione della filcams arriva dopo che nei giorni scorsi alcuni operatori del settore avevano addebitato al "reddito di cittadinanza" la colpa di rendere irreperibili i possibili candidati.  “Il reddito di cittadinanza non c'entra” conclude Sesena, “è la responsabilità sociale d'impresa che latita da troppo tempo sulle nostre coste, soprattutto d'estate.” Anche per questi motivi, la Filcams Cgil ha lanciato la campagna di informazione e comunicazione #BackStage, il lavoro che non vedi vale, che vuole mettere in evidenza e valorizzare l’impegno e la professionalità di chi è dietro lequinte, richiamando l’attenzione anche dei viaggiatori sull’importanza di tutto quello che non vedono, ma è fondamentale per rendere"indimenticabile" la loro vacanza. Una campagna che potrà essere utile anche agli stessi imprenditori del settore.
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