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Aperture domenicali, l'Istat conferma: nocive per i lavoratori deboli e poco utili per lo shopping. Ampio divario rispetto ai paesi europei (27/09/18 09:27)

Nei negozi e nella grande distribuzione di domenica lavorano soprattutto donne (oltre il 60% dei lavoratori domenicali) e giovani (oltre il 42%). Mentre a comprare è circa un quarto dei consumatori, la metà di quanti fanno acquisti di sabato. Fa shopping online circa un terzo degli italiani, con un ampio divario rispetto ai grandi paesi europei, ma in pochissimi (solo il 4%) acquistano beni alimentari attraverso l’ecommerce. Questa la fotografia scattata dall’Istat.I dati vengono dall’audizione dell’Istat Disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali resa ieri alla Commissione attività produttive della Camera. Sul tavolo ci sono i progetti di legge che intervengono sugli orari dei negozi di domenica e nei festivi, con la volontà di superare le liberalizzazioni introdotte nel 2012 col decreto Salva-Italia sull’orario di apertura dei negozi nelle domeniche e nei giorni festivi. Un tema oggetto di ampio dibattito e sul quale sono in corso alla Camera le audizioni con una serie numerosa di associazioni.I lavoratori autonomi che nel settore del commercio lavorano la domenica sono poco più del 20%, rileva l’Istat, mentre per il lavoro dipendente, su una stima di 2 milioni di lavoratori, “oltre 600 mila (poco meno di un terzo del totale) lavorano la domenica; in prevalenza si tratta di donne e giovani. Il peso relativo degli occupati dipendenti che hanno lavorato almeno una volta al mese di domenica è andato aumentando ininterrottamente negli ultimi dieci anni, passando da circa il 20% del 2008 a circa il 30% del 2017”. Sul versante degli acquirenti, “i comportamenti di spesa dei consumatori – dice l’Istat – indicano che l’incidenza degli acquisti domenicali in termini di persone coinvolte è pari alla metà di quella registrata per il sabato e risulta lontana da quella media degli altri giorni della settimana”.Nel dettaglio, nel complesso dell’economia i lavoratori autonomi che lavorano di domenica sono il 23,5% del totale (contro la media europea del 34,3%) mentre quelli dipendenti sono il 20,6% (la media Ue è del 22,5%). Nello specifico settore del commercio, rileva l’Istat, è “più bassa, rispetto al complesso dell’economia, la quota di lavoratori autonomi che lavorano la domenica nel settore del commercio, che supera di poco il 20% (21,1%), un valore pressoché stabile nel tempo (era il 20,3% nel 2008). Lavorano più spesso la domenica i giovani di 15-34 anni (26,1%), le donne (22,9%) e nel Mezzogiorno (23,0% in confronto al 18,6% del Nord)”.“Al contrario, la quota di lavoratori alle dipendenze impiegati la domenica nei settori del commercio è sensibilmente più alta rispetto a quello del complesso dell’economia – prosegue l’Istat – Su un totale di 2 milioni di lavoratori dipendenti stimati nel settore, circa 628.000 (pari al 30,6%) risultavano aver lavorato di domenica almeno una volta nel mese precedente l’intervista; tra questi il 20,2% almeno 2 volte nello stesso mese”. A lavorare di domenica sono soprattutto le donne, che rappresentano il 61,1% dei lavoratori domenicali, rispetto a una quota media sul totale degli occupati pari al 47,8%. I lavoratori domenicali sono inoltre più giovani: il 42,9% ha meno di 35 anni rispetto a una presenza del 35,9% nella media del settore. “Pur rimanendo prevalente il ricorso a contratti a tempo indeterminato (78,4%) e a tempo pieno (64,4%), i lavoratori domenicali mostrano una incidenza relativamente più elevata, rispetto alla media del settore, di contratti di lavoro a tempo determinato (21,6%, rispetto al 16,2% nella media del commercio) e di quelli part-time (35,6% rispetto al 27,9%)”.L’Istat fotografa anche i comportamenti di consumo. Si stima che “circa un quarto delle persone di 15 anni e più (24,2%) abbiano effettuato acquisti di beni e servizi nella giornata della domenica, quota più bassa rispetto agli altri giorni della settimana. Il sabato è il giorno con la più alta incidenza di acquirenti (51,9%), percentuale che scende al 43% nei giorni feriali. Tuttavia nel decennio 2003-2014, la domenica risulta l’unico giorno in cui aumentano gli acquirenti. La crescita però è contenuta (poco meno di due punti percentuali) e concentrata quasi esclusivamente nel periodo 2003-2009”. I consumatori che comprano di domenica sono di più al Centro Italia (25,6%) rispetto al Sud (23,1%), di più nelle aree metropolitane (25,6%) rispetto a chi vive nei comuni piccoli (21,6%).Il focus sull’ecommerce fatto dall’Istat dice che il 32% della popolazione ha fatto acquisti online nell’anno precedente, una percentuale in crescita (più 17% in tre anni) ma ancora distante dai principali paesi europei, considerato che in Germania nell’ultimo anno ha fatto shopping online il 75% della popolazione, in Francia il 67% e in Spagna il 50%. Simile è invece il comportamento di acquisto. La rete, spiega l’Istat, “viene utilizzata principalmente per acquistare capi di abbigliamento e attrezzature sportive (43% il valore per l’Ue, 17% per l’Italia), ma anche libri, giornali, riviste (inclusi ebook), software e materiale per la formazione a distanza (36% in Ue, 17% in Italia), articoli per la casa (31% Ue, 16% Italia) e viaggi e trasporti (36% Ue, 16% Italia). Solo il 4% degli italiani compra prodotti alimentari online“.
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