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Mass media, in Sky il primo sciopero indetto da Usb, e quindi non dal sindacato unico tradizionale dei giornalisti (11/09/18 14:43)

È in corso da cinque giorni e andrà avanti per almeno altri dieci lo sciopero delle giornaliste Sky in trasferta ‘punitiva' a Milano dal 6 agosto scorso. La loro colpa? Non aver aderito l'anno scorso al "mutamento volontario di sede" proposto dall'azienda, caldeggiato dal Cdr e avallato da Stampa Romana e dalla FNSI con l'accordo del 6 aprile 2017. Lo sciopero dei dissidenti, infatti, è stato indetto da Usb. E si tratta, per il settore, di un caso più unico che raro. Per sette lavoratori che hanno detto no la prima punizione è l'allontanamento dal lavoro per nove mesi: dal 30 ottobre 2017, infatti - primo giorno della messa in onda da Milano del Tg24 vengono lasciate a vegetare in redazione, senza alcuna assegnazione. Il 6 novembre scatta l'allontanamento dall'azienda, con la motivazione scritta che nella sede di Roma per loro non esistono più mansioni giornalistiche: prima con ferie forzate, poi con una "aspettativa retribuita" senza precedenti, prorogata settimana per settimana per nove mesi. Peccato che, nel mentre, oltre 30 colleghi svolgano eccome mansioni giornalistiche nella sede di Roma.Ma non finisce qui: a tre delle redattrici ribelli, donne e madri poco più che 50enni, viene recapitata a luglio una lettera di licenziamento. Per altre quattro, ancora una volta tutte donne, la sorpresa arriva in agosto, con una raccomandata che intima di presentarsi il giorno dopo a Milano per una "trasferta comandata" di due mesi, senza alcuna motivazione addotta. È il primo sciopero della categoria dei giornalisti non indetto dalla FNSI, ma da USB Mass Media: subito dopo la firma da parte di FNSI e Stampa Romana all'accordo sul piano di ristrutturazione di Sky (6 aprile 2017), infatti, le redattrici che si sono sentite tradite dal sindacato unico dei giornalisti hanno aderito al neonato sindacato di settore creato dall'Unione Sindacale di Base (USB). Secondo loro, la grave responsabilità del sindacato unico della stampa sta nell'aver reso possibile l'impossibile: trasformando un trasferimento da ordine unilaterale dell'azienda (che non ne aveva i termini legali e pertanto non avrebbe potuto realizzarlo) a richiesta VOLONTARIA dei giornalisti. Senza pensare che questo avrebbe permesso a Sky, immediatamente dopo, di attuare i tagli al personale cui ambiva, aprendo le procedure di licenziamento collettivo per il personale tecnico e amministrativo. Dopo la firma del 6 aprile 2017, si è costituita in Sky una nuova rappresentanza sindacale aziendale (RSA), di cui fanno tuttora parte tecnici e giornalisti del Tg24, da anni fianco a fianco al lavoro, giorno e notte, ma per la prima volta insieme in un unico sindacato.
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