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Scuola, firmato il contratto ma i tre sindacati di categoria di Cgil, Cisl e uil sono i soli a difenderlo (09/02/18 14:57)

Firmato il contratto della scuola. Il rinnovo del contratto si materializza dopo nove anni (12 per la parte normativa) e riguarda un milione di addetti ai lavori (docenti e Ata: amministrativi, tecnici e ausiliari). Firmano i sindacati di categoria delle tre confederazioni, no Gilda, Cobas, Snals, Usb e Anief. Gli stipendi di docenti e personale Ata verranno incrementati del 3,48%, "una percentuale tre volte inferiore all’inflazione", fa notare l'Anief, che nel frattempo è aumentata di ben 14 punti. L’accordo economico raggiunto non copre nemmeno l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale sul tasso di inflazione programmata, salito del 5,5%. L'amministrazione pubblica e sindacati hanno deciso di assegnare “a pioggia” solo la metà del fondo nazionale del merito: producendo 4,5 euro a lavoratore, mentre l’altra metà dei 200 milioni annui verrà assegnata attraverso la contrattazione d’Istituto, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo Brunetta 150/2009, dalla Legge Madia 124/2015 e dalla Legge 107/2015, tutti orientati alla valutazione e premialità dei dipendenti pubblici. "Il contratto - commentano Flc Cgil, Cisl e Uil - segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle Rsu (la Rappresentanza sindacale unitaria del singolo istituto) nell'imminenza del loro rinnovo". Marcello Pacifico (Anief-Cisal) commenta: "È chiaro che un contratto di questo genere non può soddisfare noi come Anief-Cisal, ma nemmeno i lavoratori del comparto. Come si fa a dire ad un dipendente della scuola che deve essere felice di vedersi accreditare solo un terzo della somma che il costo della vita gli ha sottratto negli ultimi anni? Inoltre, ancora una volta, l’Italia ignora le chiare indicazioni pervenute dalla Corte di Cassazione che ha disapplicato l’illegittima discriminazione e accordato cospicui risarcimenti ai danneggiati, oltre che della giurisprudenza comunitaria. È il motivo per cui continuiamo a chiedere a tutto il personale, docenti e Ata, di rivolgersi in tribunale, per non soccombere dinanzi all’ennesimo accordo a perdere".
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