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Riforma dei contratti, dopo il lavoro degli sherpa si va verso l'accordo. Landini risponde a Sacconi: "Abbiamo bisogno di contratti che tutelino tutte le forme di lavoro" (15/01/18 17:56)

Dopo mesi e mesi di lavoro affidato agli sherpa, a giorni potrebbe spuntare il nuovo accordo che riforma la contrattazione così come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi. Il contesto politico elettorale spinge le parti verso l'accordo. E non è detto che sarà positivo per i lavoratori e le lavoratrici. Intanto, l'immancabile Maurizio Sacconi prova a sparare la sua nel tentativo di condizionare il rush finale tra Confindustria e sindacati. Secondo il senatore, nonché presidente della commissione Lavoro, i contratti di lavoro "unici e monolitici" generano bassa crescita occupazionale e quindi sarebbe meglio lanciare salari di prossimita' territorio per territorio.  Sul fronte sindacale, il primo a saltar sulla sedia è stato l'ex segretario Fiom Maurizio Landini, oggi nella segreteria nazionale Cgil. A margine di un convegno sulla mobilita' sostenibile di scena nella sede del sindacato a Modena, scandisce senza peli sulla lingua che si tratta di "una sciocchezza pura". "Abbiamo bisogno oggi di meno ma piu' forti contratti nazionali - aggiunge -, che tutelino tutte le forme di lavoro. In questi anni del resto abbiamo visto che spesso il lavoro cosiddetto autonomo, le partite Iva e altro, e' stato usato per ridurre i diritti di tutti i lavoratori...". In ogni caso, Landini ricorda che "il contratto di prossimita' ce l'abbiamo ed e' quello di Fca, ma non mi pare che il gruppo Fiat, uscito dal contratto nazionale, oggi si caratterizzi per processi innovativi avanzati. Di auto elettriche non ne ha, e' in ritardo sugli investimenti".Dunque, avvisa piu' in generale il dirigente Cgil, "il nostro Paese cosi' rischia di perdere anche competenze, questa non e' la strada giusta". La strada "e' quella di contratti nazionali che siano piu' inclusivi e forti: la contrattazione aziendale o territoriale non puo' esser posta come alternativa al contratto nazionale riducendo diritti", conclude Landini.
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