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Precarietà, un flagello che interessa anche il mondo dello sport. Parte l'indagine della Cgil (14/01/18 16:28)

Un questionario per conoscere e poter meglio rappresentare il mondo del lavoro nello sport; parte l'iniziativa di Nidil e Slc, le due categorie della Cgil che rappresentano i lavoratori precari e della comunicazione, che diffonderanno un questionario online e nelle loro sedi dal titolo 'Per te lo sport e' un lavoro?'. Si tratta di una indagine che vuole fare emergere un mondo che opera con rimborsi spese e diarie, senza alcuna tutela, anche relativa alla sicurezza e senza una prospettiva previdenziale."Il questionario- spiega in conferenza stampa il segretario di Nidil Claudio Treves- e' il secondo passaggio che stiamocompiendo per, da un lato, conoscere e, dall'altro, organizzare questi lavoratori. Parliamo di una quantita' piuttosto rilevante di persone: circa 100 mila hanno un rapporto di lavoro, per lo piu' flessibile e precario, e poi ruotano attorno circa un milione di volontari che spesso nascondono prestazioni in realta' riconducibile a qualche forma di lavoro". Il sindacalista sottolinea come "sia necessario conoscere e organizzare questo settore per dare risposte". "Purtroppo il legislatore- prosegue Treves- si e' mosso in senso opposto, nel senso di legalizzare l'assenza di tutele. Anche l'ultima legge di bilancio appena approvata, che eleva a 10 mila euro annui i compensi per i quali non sono dovuti adempimenti fiscali e contributivi, praticamente e' un incentivo al lavoro nero e alla mancanza di tutele in particolare per la sicurezza e l'infortunistica".Il segretario della SLC, Fabrizio Solari, sottolinea che questa iniziativa "fa parte di una strategia sindacale che cerca di includere nella sfera dei diritti pezzi di mondo del lavoro che ne sono esclusi. In questo senso e' anche una risposta a chidice che il sindacato e' una forza conservatrice e si occupa solo di chi e' gia' garantito".E rispetto alla ultima legge di bilancio, il sindacato lancia l'allarme sulla norma che prevede che i benefici finora possibilisolo per le societa' dilettantistiche siano "estesi anche- sottolinea Solari- alle societa' che non sono necessariamente senza fini di lucro: c'e' quindi un'area in cui si puo' fare reddito di impresa fuori da ogni regola. Bisogna porre un freno a questa deriva perciolosa".
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