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Poste, l'Emilia Romagna ancora sul piede di guerra contro privatizzazione, precarietà, superlavoro (05/09/17 19:24)

Parte oggi in Emilia-Romagna l'ennesimo mese di blocco degli straordinari per tutto il personale delle Poste (l'ultimo si era appena concluso lo scorso 21 maggio), ma la Slc-Cgil medita gia' di alzare il tiro. A Radio articolo 1, l'emittente web della Cgil, il segretario regionale dell'Slc,Beppe Ledda, avvisa: o le cose cambiano o "in Emilia-Romagna si deve andare allo sciopero generale" dei dipendenti di uffici e sportelli, dei portalettere e degli addetti allo smistamento. Uno nuovo 'fermo' generale come quello indetto il 4 novembre dello scorso anno e che ebbe punte di adesione molto alte e 2.000 lavoratori in piazza a Bologna.Oggi come allora, le ragioni dello scontento sono le stesse: troppi precari, "ce ne sono 500", e una "insostenibile" gestione del recapito a giorni alterni, uno si' e uno no. Per la Slc ci sono troppe zone che i postini devono coprire: non ce la fanno e la posta oltre ad arrivare a singhiozzo viene consegnata con tanto ritardo, come vanno lamentando molti sindaci della regione. "La priorita' trasformare i contratti a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, anche perche' abbiamo moltissimi precari con quasi 24 mesi di servizio che vengono mandati a casa prima dei due anni per evitare di dovergli pagare l'aumento salariale", ricorda Ledda in radio. Servono assunzioni anche per tappare le falle delle consegne a giorni alterni, aggiunge. Il blocco degli straordinari durera' fino al al 5 ottobre e la Cgil spera sblocchi le risposte che mancano. Altrimenti si andra' ad un nuovo sciopero generale. Le "gia' critiche condizioni lavorative dei lavoratori di Poste in regione con la riaperturadopo le ferie delle aziende ed il rientro dei cittadini, peggioreranno ancora e creeranno ulteriori disagi e criticita'", avvertiva giorni fa l'Slc.
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