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Lavoro, alle Marche il primato della precarietà (05/09/17 09:57)

Nelle Marche non si arresta il drastico calo delle assunzioni a tempo indeterminato dopo la fine degli sgravi contributivi mentre si registra un’impennata dei contratti a termine. E’ quanto emerge dai dati dell’INPS elaborati dall’IRES CGIL Marche, relativi al primo semestre del 2017. Nei primi sei mesi dell’anno, le assunzioni a tempo indeterminato sono 11.213 e cioè quasi la metà rispetto a quelle registrate nel 2015, anno in cui sono stati pieni gli incentivi collegati al Jobs Act per le assunzioni stabili (-8.892, pari a - 44,2%); ma calano anche rispetto a quelle del 2015 (-628, pari a -5,3%). I contratti a tempo indeterminato rappresentano il 10,4% degli avviamenti al lavoro complessivi: quota praticamente dimezzata rispetto al 2015 (23,4%). Dunque, nei primi sei mesi del 2017, solo un’assunzione su dieci avviene con un contratto a tempo indeterminato: si tratta del dato peggiore in Italia, dopo quello del Trentino Alto Adige, e notevolmente al di sotto sia della media nazionale (18,1%) che a quella delle regioni del Centro (17,4%). “Questi dati evidenziano chiaramente come la fine degli incentivi abbia determinato una forte contrazione delle assunzioni a tempo indeterminato”, dichiarano Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche e Giuseppe Santarelli, Segretario regionale, responsabile delle Politiche del Lavoro. E ancora: “Dati e tendenze che vanno analizzati con attenzione, soprattutto in questi giorni in cui il Governo sta definendo le misure di sostegno all’occupazione giovanile. Occorrono interventi a sostegno dell’occupazione stabile ma che siano in grado anche di produrre occupazione aggiuntiva e non sostituzione di posti di lavoro già esistenti. Vanno premiate le imprese che accompagnano assunzioni a nuovi investimenti e innovazione in grado di rendere duraturo il lavoro”.
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