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Lavoro, tragedia sfiorata in un'acciaieria a Verona per l'esplosione del forno. In Europa l'Italia paga un prezzo altissimo per incidenti mortali e malattie professionali (05/09/17 09:38)

Sciopero di otto ore oggi alle Acciaierie di Verona, del gruppo Pittini, dove ieri quattro persone sono rimaste ferite per l'esplosione in un forno: due, in condizioni di media gravità, sono stati trasportati all'ospedale di Borgo Trento, gli altri due, feriti più lievemente, sono ricoverati al Policlinico di Borgo Roma. In una nota, i sindacati ricordano che quello di ieri, dove ci è mancato davvero poco per un bilancio ben più pesante, è il terzo incidente di quest'anno con feriti nell'azienda scaligera; un altro, il quarto, si era concluso senza danni alle persone. L'esplosione secondo i rappresentanti sindacali sarebbe stata causata da una fuoriuscita di acqua nel forno. In precedenza, a luglio, un operaio svenuto per il calore, aveva riportato lo schiacciamento di una mano. Ad agosto due operai erano rimasti ustionati. "Come organizzazioni sindacali è da tempo che stiamo denunciando - spiegano i rappresentanti dei lavoratori - e segnalando all'azienda e agli organi competenti le nostre preoccupazioni riguardo alla nuova organizzazione di lavoro e produzione, collegata ai lavori previsti per il masterplan aziendale, che di fatto mettono in serio pericolo la sicurezza dei lavoratori".Intanto, l'Europa fa sapere che l'Italia è tra i Paesi Ue con la più alta percentuale di costi sostenuti a causa di anni di vita persi o vissuti con una disabilità per incidenti sul lavoro, che le costano ogni anno circa 618 milioni di euro su una 'fattura' complessiva da oltre 3 miliardi. L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), ha presentato uno studio insieme a Ilo, Oms e altri partner internazionali al XXI Congresso dedicato al tema in corso a Singapore da dove risulta che su 100mila lavoratori, l'Italia arriva al 20% di costi sostenuti per casi legati agli incidenti sul lavoro, ben al di sopra della media Ue del 12% e pari alla quarta percentuale più alta dei 28 stati membri, dietro a Cipro (26%), Irlanda e Lituania (24%), Portogallo, Romania e Malta (22%). Sono invece inferiori alla media Ue i costi per i lavoratori italiani legati a tumori (23% contro 25%, pari a 711 milioni l'anno), problemi cardiovascolari (11% contro 12%, 351 milioni), patologie muscolo-scheletriche (Msd, 14% contro 15%, 440 milioni), e altre cause (31% contro 37%, 968 milioni). L'Italia paga quindi ogni anno circa 3,088 miliardi di costi per le malattie legate al posto di lavoro. Nel complesso, nell'Ue la prima causa dei costi sostenuti per malattie invalidanti sul lavoro è il cancro (25%), seguita dalle patologie Msd (15%), e poi a pari livello da incidenti sul lavoro e malattie cardiovascolari (12%), mentre contano per il 37% dei costi le altre tipologie di problemi di salute. In termini di decessi, invece, prevale di gran lunga il cancro (52%), seguito dalle malattie cardiovascolari (24%), mentre gli incidenti contano solo per il 2%. Questo si traduce in una perdita complessiva a livello Ue del 3,3% di anni di lavoro, equivalente a un costo annuale di circa 476 miliardi (di cui 216 per i casi mortali e 260 per i casi non mortali), mentre a livello globale rispettivamente del 3,9% e di 2.680 miliardi. In Europa, inoltre, il 98% dei decessi legati al posto di lavoro è dovuto a malattie sviluppate in seguito a quest'ultimo.
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