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Università, da oggi al 31 ottobre la protesta dei docenti. A rischio gli esami della sessione autunnale (29/08/17 10:12)

Oggi partirà la protesta (fino al 31 ottobre) di una parte dei docenti universitari per vedere riconosciuta una dinamica salariale che le varie leggi di bilancio hanno bloccato da quasi un decennio. Ma la realtà è che tutte le componenti dell’Università, a cominciare dagli studenti, dai precari e dal personale tecnico-amministrativo soffrono per lo stesso blocco degli stipendi. Dal 2010, anno di approvazione della cosiddetta riforma Gelmini (la Legge 240/2010), l’Università ha subito una drammatica involuzione. "Ha impoverito il sistema universitario, ha ridotto l’offerta formativa, ha reso meno democratica la gestione degli Atenei, ha aumentato a dismisura l’individualismo e l’autoreferenzialità", si legge in una nota della Cgil.Lo sciopero è stato proclamato dal Movimento per la dignita' e la docenza universitaria, sottoscritto da oltre 5000 docenti. La possibilità che venga bloccata la sessione autunnale degli esami è molto reale. Sull'iniziativa è intervenuta l'authority antisciopero, che ha chiesto il rispetto della garanzia dell'organizzazione di un appello straordinario non prima del quattordicesimo giorno successivo a quello dello sciopero solo laddove la sessione d'esame consista in un unico appello."L’aumento di 85 euro medi previsto nell’Intesa Governo-Sindacati del novembre scorso - si legge in una nota della Flc-Cgil - che deve peraltro trovare ancora copertura, non è sufficiente né a recuperare il potere d’acquisto perduto né a ridare dignità al lavoro che quotidianamente viene svolto nelle Scuole, negli Atenei, negli Enti di Ricerca e nell’AFAM. Se guardiamo la situazione in cui versa il personale universitario, sia esso docente, tecnico-amministrativo o precario, siamo al paradosso. Mentre si moltiplicano gli appelli perché il nostro Paese investa finalmente in istruzione e ricerca e colmi l’enorme distanza che ci separa dagli altri Paesi Europei e non solo, le risorse stanziate per il personale che vi opera sono assolutamente inadeguate. Riconoscere il ruolo sociale e la funzione che il sistema universitario svolge per il Paese deve significare una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi 10 anni in cui il finanziamento pubblico, gli investimenti in ricerca e in personale sono stati tagliati drasticamente".
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