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Legge di bilancio: pensioni, rinnovo dei contratti pubblici e occupazione. Il Governo gioca a carte coperte e c'รจ puzza di bruciato (29/08/17 09:26)

La questione salari e gli 80 euro, il welfare contrattuale e la partecipazione sindacale: sono stati questi i temi al centro dell'incontro di ieri dei sindacati confederali con l'Aran, l'agenzia del Pubblico impiego, per proseguire il confronto che dovrà portare in tempi brevi al rinnovo dei contratti pubblici. Il clima è arroventato dal ricatto sugli ottanta euro. E non solo. Il Governo dovrà contemporaneamente dare risposte sulla previdenza e sull'occupazione. Il rischio è il solito, quello di dar vita al solito calderone in cui i lavoratori e i pensionati perderanno comunque. In una nota la Cgil rileva che, "seppur troppo lentamente, si sta entrando nel merito delle questioni". Mentre sul welfare contrattuale, ad invarianza legislativa e in assenza di risorse aggiuntive, i sindacati hanno chiarito che "non ci sono le condizioni per avviare la discussione sul fronte della partecipazione" e si è rinviato ai tavoli di comparto.“L’incontro - sottolinea la nota - si è concentrato in particolar modo sul tema delle risorse”. La Cgil ha ribadito, con il segretario confederale Franco Martini, che è “opportuno fare chiarezza alla luce delle indiscrezioni emerse sulla stampa e che si rivendica il rispetto rigoroso dell’accordo del 30 novembre che ha previsto un incremento per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori pubblici non inferiore a 85 euro medi. Questo obiettivo - per la Cgil - non può essere intaccato dalla questione degli 80 euro, soprattutto non si può pensare di risolvere il tutto attraverso altre vie come, ad esempio, il welfare contrattuale”.“Un tema, quest’ultimo, - ha aggiunto Martini - importante all’interno del confronto ma che rappresenta un capitolo a parte. Ci sono molti capitoli da affrontare, accelerando il confronto: dal precariato al rapporto legge-contratto. In attesa di verificare le cifre della legge di Bilancio, il nostro obiettivo è di riscrivere i contratti nazionali e dare piena attuazione all'accordo del 30 novembre scorso, perché è bene ricordare che questa tornata di rinnovi contrattuali deve riposizionare il baricentro nettamente a favore della contrattazione dopo anni di blocco”. “Questo - ha concluso Martini - anche al fine di favorire processi di riorganizzazione della pubblica amministrazione che vanno gestiti necessariamente con le lavoratrici e i lavoratori e non contro, attraverso un pieno esercizio della contrattazione nei luoghi di lavoro”.Il nuovo appuntamento è per giovedì. La nuova stagione 2016-2018 è particolarmente attesa per oltre 3,2 milioni di dipendenti pubblici che da otto anni non vedono un aumento salariale. Il 31 agosto, infatti, si riunisce il tavolo delle “funzioni centrali” sul tema degli istituti del rapporto di lavoro (malattie, permessi, coordinamento delle norme in materia disciplinare). Nella prima settimana di settembre saranno convocati i tavoli di sanità, istruzione e ricerca, funzioni locali. Domani, invece, sarà la volta del tavolo sulla previdenza. E' arrivato infatti il momento in cui il governo deve scoprire le sue carte su temi cruciali come la flessibilità in uscita, il riconoscimento del lavoro di cura delle donne, la previdenza complementare, la rivalutazione delle pensioni dal 2019 la questione dell'innalzamento dell'età pensionabile legata alle aspettative di vita.Sulle colonne di Repubblica è venuta fuori una proposta che punterebbe a “dare” 40 euro ai pensionati poveri. “Non ne sappiamo nulla – commenta Roberto Ghiselli della Cgil –. Siamo stati i primi a porre il tema del sostegno alle pensioni più basse e qualche risultato lo abbiamo già ottenuto, ad esempio con l'estensione e il rafforzamento della quattordicesima. L’intervento generico di sui si parla mi pare che invece risponda più a una logica di tipo pre-elettorale”. Il tema della povertà dei pensionati c’è, osserva il sindacalista, ma “va affrontato come tema sociale e presuppone una serie di misure e di interventi non soltanto economici, ma anche assistenziali e legati ai servizi, e che tenga conto della condizione complessiva del nucleo familiare”. La Cgil chiede un meccanismo di rivalutazione delle pensioni più efficace e un paniere più adeguato. Quanto al tema cruciale del blocco dell’aumento automatico dell'età di pensionamento in base all'aspettativa di vita che è diminuita, la posizione del governo sembra quella di totale indisponibilità. Per Ghiselli si tratta di una posizione sbagliata e che “ produrrà un danno enorme al paese, perché oggi l'età pensionabile in Italia è di 66 anni e 7 mesi: nessun altro paese in Europa, tranne la Grecia, ha un livello così alto di età di pensionamento. Così per potersi ritirare una persona dovrà lavorare ben 45 anni: una condizione insostenibile da un punto di vista sociale e in rapporto agli altri paesi. Per affrontare questo aspetto, per noi, occorre utilizzare non solo la leva contributiva, cioè previdenziale, ma far intervenire anche la fiscalità generale che deve farsi carico di alcuni di questi costi. Il 30 agosto ci attendiamo un po’ di chiarezza anche su questo”. Intanto, monta il clima sullo sciopero dei professori universitari. Secondo il Sole 24 ore gli esami sono a rischio anche se l’adesione dei docenti si sarebbe fermata al 10 per cento. Sul Mattino il commento di Oscar Giannino: “Prof, lo sciopero è giusto, il metodo no”. Il manifesto dedica all’argomento una pagina (la 7) con un articolo di Roberto Ciccarelli: “Prof in sciopero, niente esami. Protesta nelle università per gli scatti in busta paga”. Braccia incrociate anche contro i tagli agli atenei e per la garanzia del diritto allo studio. Studenti e sindacati si schierano con i docenti.
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