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Torino, le rifiutano il posto di commessa in un negozio di dischi perché ha una relazione con un uomo di colore (17/08/17 10:10)

 “Non posso affidare la cassa di un negozio a chi divide la sua vita con un africano”, questa la motivazione fornita telefonicamente dal datore di lavoro di Chiara, una ragazza di Torino, che aveva risposto ad unanuncio per un posto di commessa in un negozio di dischi. Colpa ancora più grave, agli occhi del titolare del negozio, quella di aver sbandierato la relazione nei propri profili social.La denuncia arriva dalla Filcams Cgil, che riporta anche la durissima, e arrabbiata, reazione di Chiara, che impulsivamente ha risposto al commerciante dandogli del razzista, oltre che a riprenderlo per essersi permesso di indicare cosa era o meno conveniente fare per trovare lavoro.Anche Chiara, come in un altro caso capitato a un ragazzo di nome Paolo, è stata “scaricata” dal potenziale datore di lavoro con un messaggio in chat. Le reazioni, in rete, non si sono fatte attendere, da parte di chi si è sentito in dovere di prendere posizione di fronte all’ennesimo episodio di razzismo."Se quotidianamente assistiamo a prese di posizione razziste da diverse parti politiche – dice Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams Cgil – puntualmente rilanciate e amplificate da media e social, è chiaro che episodi come quelli di Cervia o quest'ultimo di Torino sono destinati a moltiplicarsi. Le discriminazioni proliferano laddove si sacrifica la logica all'istinto, laddove una società spaventata viene costantemente e ad arte popolata di comodi nemici e facili bersagli cui dare il volto e il nome di quella stessa paura. È chiaro che il mondo del lavoro, nel suo attuale stato di fragilità e decomposizione, può diventare brodo di coltura per casi come quelli di Paolo e Chiara”.“È nostro preciso dovere come sindacato – conclude Sesena – contrapporre a questo rischio di deriva un'idea diversa di comunità basata sul rispetto della diversità, sulla accoglienza e sulla solidarietà”.
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