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Ilva, "too big to fail", ma le istanze dei cittadini dove stanno davvero? (23/12/17 12:33)

Sulla vicenda Ilva è difficile dire dove arrivano le strumentalizzazioni, gli interessi di parte, la propaganda elettorale o, peggio ancora, il teatrino sulla pelle delle persone. Le notizie ci dicono che al di là delle schermaglie e delle polemiche aspre sotto sotto si continua a trattare. Gli interessi in ballo sono "too big to fail". Il prossimo tavolo generale è confermato per il 10 gennaio. Il 17 gennaio ci sara' un tavolo specifico sull'accordo di programma per Genova, e incontri tecnici sono previsti presso il Mise per i il 23 e 24 gennaio per Taranto e il 30 e 31 per Genova, Novi Ligure. Racconigi, Paderno, Milano e Marghera L’USB, in una nota, sottolinea di voler portare avanti "con forza, insistenza e caparbietà, dall’inizio di questa lunga ed estenuante vertenza, l’imprescindibile necessità di coinvolgere tutti gli attori ed in particolare i rappresentanti delle Istituzioni". In sostanza è la stessa posizione di Emiliano, che ha chiamato gli altri "attori" alla responsabilità sul delicato tema della salute dei cittadini. Nello stretto corridoio per salvare ambiente, salute e lavoro il gioco è chiaro: la nuova proprietà non intende mettre un euro in più, Calenda oltre a reggergli il gioco cerca di non far sfumare la ripartenza degli impianti, che sarebbe, sotto elezioni un pessimo risultato di immagine; Emiliano, infine, cerca di sottrarsi alla tattica ultimativa di Calenda. Il problema è che in mancanza di strumenti reali, e di risorse da parte del Governo, i nuovi acquirenti hanno in mano un potere immenso. E forse quella che manca in questo momento è la voce libera dei cittadini, come è stato in altre stagioni. Nessuno potrà accusare i cittadini di fare "propaganda elettorale". Il nodo rimane sempre il profitto, che sempre più dimostra di non tenere in nessun conto l'integrità delle persone, le condizioni minime della sanità pubblica e, meno che mai le priorità dell'ambiente.  A Cgil, Cisl e Uil, a Calenda e a chi non avesse ancora compreso il peso specifico di questo argomento, continua l'Usb, "diciamo chiaramente che l’USB continuerà nella sua battaglia, con e al fianco dei Lavoratori che nelle assemblea in fabbrica hanno capito benissimo cosa sta succedendo realmente, infischiandosene di cosa pensi o voglia qualche burocrate sindacale lontano da Taranto e dall’ILVA".
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